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lunedì 9 ottobre 2017

Perchè deridere i complottisti con una canzone??

immagine da: focusjunior.it


"Canto e non faccio politica ma rido dei complottisti”
(Francesco Gabbani)

fonte immagine (LINK)



Dopo aver accettato il brano portato alla vittoria del Festival di Sanremo, una canzone che contornata da un buffo balletto scimmiottava le varie culture orientali, ci chiediamo: Perchè ridere dei complottisti?

Nella pagina controinformo.info ci viene spieato il metodo per gettare nel ridicolo mediante una tecnica che consiste nello screditare una tesi attraverso una scorretta analogia. Lo schema adottato dall’interlocutore, in questo caso, è il seguente:

1. Il soggetto A (“teorico del complotto”) sostiene la tesi X (“teoria del complotto”);

2. Il soggetto A (“teorico del complotto”) sostiene la tesi Y (“teoria del complotto”);
3. La tesi X (“teoria del complotto”), con molte probabilità, rientra nella categoria delle bufale;

4. Anche la tesi Y (“teoria del complotto”) deve per forza essere una bufala.

La tecnica di argomentazione appena esposta è definita “sofisma” e consiste in un ragionamento corretto solo all’apparenza.
Dopo un’attenta analisi, infatti, ci si accorge che, in realtà, si tratta di un dispositivo retorico atto a scardinare proprio le difese della logica.

Il fatto che noi tutti siamo portati a ragionare in base a sofismi e preconcetti involontari e spontanei realizzati inconsciamente dal nostro cervello, non li rende certo veri, anzi, l’utilizzo abituale di queste espressioni ci dà la misura di quanto sia facile abituarsi a ragionare in modo distorto.

Se, ai sofismi, si aggiungono inutili giri di parole e frasi che si contraddicono l’una con l’altra, ci troviamo di fronte a vere e proprie “armi di distrazione di massa“, abbiamo a che fare con la disinformazione allo stato puro.

Stavolta il tema centrale di “Pachidermi e Pappagalli” è quello del complottismo. Gabbani prova a raccontare con la sua immancabile ironia il bisogno dell’uomo di avere sempre una teoria su tutto. E spesso pur di darsi delle risposte fugge dalla realtà aggrappandosi a verità fantasiose trovate sul web o a presunte cospirazioni e complotti. Nel brano quando si parla di fuga, si fa riferimento ai luoghi comuni. Al fuggire da una determinata tipologia di cultura per poter tentare di essere anticonformisti ma che in realtà ci porta ad un conformismo maggiore.

Una canzone cantata con atmosfera allegra alla portata di tutti, ma soprattutto destinata ai più giovani che rappresentano la maggioranza degli utenti dei vari social.

Quindi trattare con la musica questo argomento particolari, (alcuni sostengono che la canzone affronti temi seri e discorsi banali privi di senso) significa rappresenta uno dei tanti metodi per cercare di spostare gli equilibri tra chi si fa influenzare da tutte le bufale presenti online e chi ritiene oggetto di sospetto ogni verità ufficiale decretata dalle istituzioni.

Diventa pertanto sempre più precario l'equilibrio tra informazione e disinformazione, tra la verità e la presunta tale!

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