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martedì 31 gennaio 2017

La nostra vita è troppo preziosa, non lasciamola pilotare dagli altri

GUARIRE (E VIVERE BENE) GRAZIE ALL'ASSUNZIONE DI RESPONSABILITA'

Di tutto ciò che facciamo nella nostra Vita, per un verso o per l’altro, direttamente o indirettamente, ne siamo responsabili in prima persona. Questo significa anche, per riflesso, che la nostra Vita dipende da noi e non da altro o altri. Non dipende neppure dal “Sistema” che pure questa sola Vita che abbiamo ce la rende difficile. Quando le cose vanno bene questo dipende da noi e quando vanno male altrettanto.
Quando vanno male abbiamo la possibilità, assumendoci la responsabilità della nostra Vita, di farle andare bene. Fare andare questa nostra Vita in un modo piuttosto che in un altro dipende da noi e non da altro o altri.

Mi si potrebbe obiettare, ad esempio, che se si nasce e vive in Siria sotto le bombe dell’Occidente democratico (seppur sganciate per interposta persona, ma questo è un altro discorso), hai voglia te a parlare di responsabilità in prima persona della tua Vita. Ma a parte il fatto che questo è un caso “estremo” che non riguarda chi come noi è cresciuto e vive nella bambagia del consumismo e dell’intrattenimento/rincoglionimento mediatico, anche qui, tutto sommato, qualcosa si può pur sempre fare (pensiamo a coloro che fuggirono dai campi di concentramento nascosti tra i cadaveri dei compagni morti). Il punto, in ogni caso, è che sempre, in ogni situazione, per quanto disperata, c’è un margine di manovra (più o meno ampio) che dipende esclusivamente da noi. Concentriamoci su quello e non su tutto il resto.
Ad esempio, come assumersi la responsabilità della propria Vita nel caso di una malattia? Nel caso di una malattia lo spazio delle variabili è ampissimo e può portare alla guarigione o, nei casi più limite, alla morte. Si parte dall’approccio “perché la malattia ha colpito proprio me”, alla presa di coscienza di cosa è la malattia, del perché mi sono ammalato di quella data malattia, al percepire la malattia come strumento di crescita interiore, a infinito altro ancora. Le variabili che possono portarci ad ammalarci sono infinite, ma di sicuro una malattia (qualunque malattia) non viene a caso.
Se io “credo” (convinzione) che un cancro mi porterà alla morte o comunque lo vivo come fonte di sofferenza, paura, tensione estrema, gli aspetti negativi del cancro aumenteranno in maniera esponenziale e magari mi porteranno davvero alla morte o comunque a vivere male. Se invece credo (nutro la convinzione profonda) che il cancro non è altro che un processo di guarigione del mio organismo (come tra l’altro è, anche se questo la medicina ufficiale non ve lo dice), reagiremo in maniera diametralmente opposta cercando, con fiducia e conseguente approccio sereno, di metterlo (il mio organismo) nelle migliori condizioni possibili per tornare al suo naturale stato di equilibrio omeostatico (ovvero ad essere in salute nel senso più ampio del termine). Questo semplicemente per dire che ciò che penso della “malattia” che mi ha colpito e come reagisco ad essa, fa tutta la differenza del mondo nel mio processo di guarigione. La responsabilità della malattia, e della mia Vita, è la mia e solo la mia. Nel bene e nel male.

Di conseguenza a questo mio pensiero/credenza/convinzione, ma soprattutto di conseguenza alla presa di responsabilità relativamente alla “malattia” che mi ha colpito, io penserò, proverò stati d’animo, prenderò decisioni che possono essere diametralmente opposte tra loro. E’ bene dunque capire in maniera netta e inequivocabile, che la questione di fondamentale importanza non è affatto la “malattia” in sé, bensì come io “reagirò alla malattia”, quindi come mi curerò, come rivedrò le priorità della mia vita, in definitiva quale cammino di guarigione e di Vita sceglierò di percorrere. Tutto ciò dipende esclusivamente da me e non dalla malattia che mi ha colpito. La disponibilità economica, la classe sociale, il livello di “cultura”, non fanno alcuna differenza (anzi, a volte sì ma per il verso contrario di come siamo comunemente portati a pensare). L’unica cosa che fa la differenza è la nostra disponibilità (o meno) ad assumerci la responsabilità della nostra salute e quindi della nostra Vita. L’unica cosa che fa differenza è la nostra ferma, feroce, imprescindibile, volontà di “guarire” (anche perché senza quella guarire è semplicemente impossibile). Se poi vogliamo fare un passo ancora oltre, capiamo che ciò che conta davvero non è tanto guarire quanto vivere bene. Ci sono infatti persone (poche) che “vivono” fino alla morte mentre altre (la maggior parte purtroppo) vivono da “morti”.
In ogni caso “vivere” (vivere bene) è una nostra precisa responsabilità; non del medico, del guru, del maestro, del life coach o mind coach che sia. 

Vivere bene è una nostra precisa responsabilità e fino a che non ce la assumeremo bene non vivremo mai.


Se alla fine dei nostri giorni avremo rimpianti significa che avremo vissuto male, se non ne avremo avremo vissuto bene. Ma siccome non è molto intelligente scoprire questa cosa solamente alla fine del nostro cammino, il metodo più semplice, efficace ed infallibile, è verificare quotidianamente se ci alziamo con gioia la mattina per vivere la giornata che abbiamo davanti e se andiamo a letto felici la sera contenti della giornata che abbiamo vissuto senza dover recriminare per quella giornata andata e che non tornerà mai più. Se abbiamo una percentuale alta di “belle giornate” significa che stiamo vivendo “bene”, altrimenti no. Fate di questa semplice pratica la vostra meditazione quotidiana. Sono sufficienti dieci minuti al giorno, cinque al mattino quando ci si sveglia e cinque alla sera prima di coricarsi. E’ tutto qua, così banale che preferiamo non crederci, non provarlo, non verificarlo, anche perché crederci, provarci e verificarlo significa mettersi in gioco in prima persona; è più facile lamentarsi di tutto e di tutti, che poi è esattamente quello che fanno tutti (o almeno quasi tutti).

Se decidiamo di assumerci la responsabilità della nostra Vita è necessario cambiare i nostri schemi di pensiero che, giocoforza, sono quelli della società in cui siamo nati e cresciuti. Ad esempio, noi crediamo che la medicina ci salverà ma invece è l’esatto opposto perché noi non viviamo grazie alla medicina ma nonostante questa (e dati e statistiche lo confermano, visto che l’apparato medico-farmaceutico è la prima causa di morte negli Usa e la terza in Europa). Perché allora continuiamo a rivolgerci ad essa quando stiamo male? Semplicemente perché quello è il nostro schema di pensiero, lo schema di pensiero di tutti, quello della società in cui viviamo. Se si sta male si va dal medico, si fanno le analisi, si prendono le medicine, si fa una chemio (molte chemio), ci si fa togliere qualche pezzo di organo. Del resto lo fanno tutti no? Ma tu non sei tutti, bensì te stesso. Ti pare poco essere te stesso?

Chi guarisce davvero, così come chi vive bene davvero, sempre, inevitabilmente, si è preso la responsabilità della propria Vita. Sempre, inevitabilmente, ha pensato diversamente da come pensano tutti. Sempre, inevitabilmente, ha agito diversamente da come agiscono tutti.

Per farla breve il solo ingrediente indispensabile ma anche ineludibile ad ogni vera “guarigione” (intesa in senso ampio), cioè ad ogni Vita degna di essere vissuta, è semplicemente vivere davvero, cioè assumersi la responsabilità della propria Vita.

Ma poiché è più semplice, facile, deresponsabilizzante, non assumersi questa responsabilità e anzi almeno per noi che siamo cresciuti e viviamo vive nella bambagia del consumismo continuare a pensare e fare come abbiamo sempre fatto, cioè pensare come pensano tutti e fare come fanno tutti, è altrettanto ovvio che siano molto più numerosi i malati dei sani, molto più numerosi quelli che vivono male rispetto a quelli che vivono bene. In attesa di prendervi la responsabilità della vostra Vita, a ognuno il suo.

Testo prelevato da un post di Andrea Bizzocchi



lunedì 30 gennaio 2017

I libri di storia non trattano il più grande olocausto della storia

L’olocausto degli Indiani d’America, conosciuto come i “500 anni di guerra” e il “Più Grande Olocausto del mondo nella storia del genere umano, come durata e perdita di vite umane.” Ecco quello che i libri di storia non vogliono dire
fonte: sapereeundovere.com
Lo sterminio di tutte le etnie “indie”, ovvero dei Nativi Americani, dal Nord America all’America Centrale fino al Sud America, è il più immane e devastante olocausto di tutti i tempi operato per mano degli Occidentali. L’olocausto dei nativi americani non fu solo lo sterminio di milioni di persone, fu qualcosa di più profondo. Fu, oltre l’eccidio, anche la totale distruzione delle loro avanzatissime culture molto più in contatto con la natura, la conoscenza delle piante e leggi dell’universo. Per avere un’idea della loro meravigliosa etica vedi Il Codice Etico dei Nativi Americani.
Il massacrò iniziò praticamente pochi anni dopo la scoperta del continente americano e si concluse alla soglia della Prima Guerra Mondiale, quindi si sviluppò lungo un periodo di tempo molto vasto e difficilmente delimitabile. Le modalità del genocidio poi sono state molte, dall’eccidio vero e proprio di intere comunità sterminate sistematicamente con le armi da eserciti regolari o da soldataglie criminali assoldate alla bisogna per mantenere pulita l’immagine dei governi ufficiali, alla diffusione intenzionale di malattie endemiche come il vaiolo, alla distruzione delle piante e degli animali per impedire che gli indiani si nutrissero.
Gli Indiani d’America popolavano l’intero continente americano, dalle gelide lande dell’Alaska fino alla punta meridionale del continente, la Terra del fuoco, gelide terre in prossimità dell’Antartico.
“Più di 100 milioni di morti. […] Colombo ha attuato l’uccisione di mezzo milione di indigeni”
D. Stannard (Oxford Press, 1992)

“Il concetto di Hitler dei campi di concentramento, così come la praticità di genocidio devono molto, così ha affermato, ai suoi studi di storia inglese e degli Stati Uniti. Ammirava i campi per i prigionieri boeri in Sudafrica e quelli degli indiani nel selvaggio West; e spesso ha elogiato l’efficienza dello sterminio degli Stati Uniti – per fame e combattimenti irregolari – dei selvaggi rossi che non potevano essere conquistati con la prigionia “.

P. 202, “Adolf Hitler” di John Toland

Un pretesto che veniva usato contro gli Indiani era l’accusarli di “insensato tradizionalismo” ossia la loro legittima ostilità a sottomettersi ad usi e costumi che non gli appartenevano e il rivendicare diritti (se di rivendicazione si può parlare, perché chi da millenni vive in un determinato territorio ed esercita la sua sovranità su di esso, lo può ben considerare la propria Patria) su enormi porzioni di territorio, che i coloni non potevano sfruttare. Evidentemente la violazione della sovranità nazionale degli altri Paesi e la pretesa superiorità di uno stile di vita rispetto ad altri giudicati selvaggi e l’intervento violento per imporre quello stile di vita è una tradizione ben radicata nella cultura statunitense che perdura ancora oggi!
Oggi gli indiani sopravvissuti sono meno di 50mila di cui la maggior parte vivono in riserve e quelli che si sono invece integrati nella società americana sono considerati alla stregua di una razza inferiore. All’arrivo dei primi coloni gli indiani fecero “l’errore” di mostrarsi piuttosto accoglienti. Quando gli immigrati furono abbastanza numerosi, cominciarono ad uccidere e rivendicare come loro tutto il continente.
Le riserve divennero dei veri e propri lager in cui venivano date coperte infette da vaiolo e le donne venivano sterilizzate “per affrettare la risoluzione della questione indiana”. Così scomparvero i popoli custodi della saggezza americana, delle grandi praterie, degli altopiani, dei ghiacci e del deserto, vittime dell’immigrazione e, oggi, dei vuoti di memoria dei media di regime.

venerdì 27 gennaio 2017

Pensieri social nel giorno della memoria


Sui social sono numerosissimi i pensieri, le condivisioni di post e messaggi di solidarietà, che si aggiungono a film, congressi, manifestazioni, libri, media martellanti....

Ricordano  la sofferenza del popolo più .............

(inserite un aggettivo a vostro piacimento)
............ della storia.

Mi sono permesso di soffermarmi su concetti ricavati da post e commenti un po' distanti dai classici che puntano sulla memoria poichè non ricordando si è condannati a ripetere il male, il genocidio degli ebrei

Negli ultimi tempi tempi sono sempre più numero se le notizie che mettono in discussione quanto finora siamo stati abituati a credere commemorare. A tal punto che si è dovuto far ricorso alla Legge:


La verità non ha bisogno di essere "protetta per Legge"!!!!!

"Se una verita' viene imposta per legge, si tratta di sicuro di una menzogna".

Per ammissione di ogni storico serio, della croce rossa internazionale, della giurisprudenza di revisione processuale di Norimberga, e per centinaia di scrittori studiosi e persino ammissione da parte di professori universitari e docenti di istituti ebraici, i deceduti nei KL sono inferiori a 350.000 unità. 

bufale stragiste ripetute all'ossessione.

Non bastano le inconsistenti risposte, non basta la assoluta mancanza di elementi di prova, non basta che non ci sia alcuna camera a gas, non basta che le lapidi della memoria di Auschwitz siano state sostituite per l'ovvia incongruenza tra arrivi e decessi, non basta che i "tatuaggi" dei sopravvissuti (i prigionieri più recenti in ordine di tempo) non superino le 6 cifre, non bastano le prove storiche dell'abbandono dei KL un mese prima dell'ingresso dei "liberatori" ( che non hanno sparato un colpo né tanto meno abbattuto alcun cancello), non bastano le foto di teatro, piscina, ospedale, campo di gioco, all'interno, non bastano i calcoli matematici dimostranti l'impossibilita tecnico/scientifica del presunto massacro, non basta l'assenza di qualsiasi referto (neppure per esperimento) su decessi per asfissia o gasazione mentre sono presenti centinaia di referti anche su fucilazioni e colpi di grazia a morenti.
Nulla è sufficiente.

Tanti sono stati e molti ne sono in corso di genocidi nel mondo.
Ma perchè i mass media hanno deciso di puntare l'attenzione sulle sole sofferenze subite dal popolo che risulta essere il creatore del sistema bancario più terribile mai visto, possessore totale dei media globali, ha accaparrato risorse ed energia, uccide giornalmente decine di confinanti per appropriarsi di nuova terra.
Un popolo che, nel peggiore dei casi, in 5 anni di guerra, ha subito un numero di "vittime" pari a quelle scomparse in 8 secondi a Hiroshima.
Germania, 7milioni; Giappone, 2 milioni; Italia, 1,8 milioni, Russia, 4 milioni; ......

Qualcuno su facebook ha definito il giorno della memoria 27 gennaio: anniversario dell'inizio della conquista del mondo.

D'altronde la storia ci insegna che è più facile ricordare quelli morti anzichè quelli che stanno morendo.

Vedremo se la memoria farà posto anche alla verità.......

Spero che verità e giustizia si riapproprino presto di questo mondo, che finora sembra sopraffatto dall'odio dagli sporchi interessi e dalle energie negative che da essi ne derivano. 


giovedì 26 gennaio 2017

Gli effetti delle vaccinazioni di massa



Gli agnelli sacrificabili all'altare della Patria

di Ambra Fedrigo

autrice del docu-video:

 IL RAGIONEVOLE DUBBIO






Siamo in un periodo storico in cui vi è poca memoria per la storia e si privilegia una scienza che sappia di fede.

Il processo scientifico, al contrario di quello matematico, non può per sua natura porre dei postulati validi come assiomi, verità di base non dimostrabili. La scienza è vera, in realtà, solo nel momento in cui vi è una negazione di un suo principio. Ha bisogno di un constante riscontro del mondo fenomenico e dell’esperienza. Ebbene, per le vaccinazioni pare che questo principio di base sia stato disatteso.

E cominciamo proprio dalla matematica: viene decantato l’1 su un milione di reazioni avverse dalle autorità costituite.

In seguito ad una tangente pagata al Ministro della Salute del tempo, il medico De Lorenzo, di 600 milioni di vecchie lire, era stata resa obbligatoria la vaccinazione anti epatite B. Lo stesso anno nasce la legge 210/92 che prevede il risarcimento del danno da vaccinazione. Il che significa, che è previsto per legge che la vaccinazione possa produrre dei danni.

Parlando sempre di numeri, è stimata una nascita di 500,000 bambini ogni anno. Nell’ottica dell’1 su un milione, dovrebbe esserci 1 solo danneggiato ogni 2 anni. Bene, ad oggi esistono 630 danneggiati riconosciuti. Solo questi, coprirebbero, secondo le stime, 1260 anni.

Ma proseguiamo con un conteggio matematico: i bambini sono quindi 500,000 ogni anno. E’ fatto noto che la vaccinazione non produca, se la produce, immunità oltre ad periodo di 5 anni. Eccezion fatta per la vaccinazione antitetanica che si pensa abbia una copertura di 10 anni, ma che non producendo immunità di gregge, verrà esclusa da questo ragionamento. In 5 anni abbiamo un totale di 7,5 milioni di bambini. L’Italia ha una popolazione di 60 milioni di soggetti. Anche avendo tutti i bambini vaccinati, non si arriva al fantomatico 95% di popolazione decantato per l’immunità di gregge. Considerando poi che una percentuale è di no responder, quindi di soggetti che NON hanno sviluppato l’immunità nonostante la inoculazione, la percentuale si abbassa ulteriormente.

Ma dove nasce il concetto dell’immunità di gregge? Un ricercatore A. W. Hedrich, studiò i modelli di morbillo presentatisi negli Stati Uniti tra il 1900 e il 1931 (quindi molti anni prima della realizzazione dei vaccini contro il morbillo) e osservò che le epidemie della malattia si verificavano solo quando meno del 68% dei bambini aveva sviluppato un'immunità naturale ad essa. L’immunità naturale è l’unica in grado di produrre immunità duratura nel tempo.

Sotto il profilo sociale, quindi, è numericamente impossibile raggiungere le soglie sbandierate dalle imposizioni. I bambini non vaccinati vengono additati come i “portatori sani” delle patologie. Questo in maniera assolutamente ingiustificata e non solo dallo studio dell’ars medica da parte di soggetti indipendenti che evidenziano come soggetti immunodepressi a cui sia stato inoculato il virus attivo ma attenuato diventino di fatto portatori di quel virus che, essendo sottoposto in situazioni stressanti perché comunque in un corpo che cerca di eliminarlo, muterà e sarà esso stesso portatore di un virus selezionato e molto più aggressivo di quello inoculato. Infatti, uscendo dalla diffamante idea che sia una fantasia di qualche gruppo fanatico “anti-vax”, come si ama definirlo, si tratta, invece, di un prodotto squisitamente tradizionale, un pensiero già tradotto in legge: nell’articolo 4 della legge 210/92 si dice chiaramente: “4. I benefici di cui alla presente legge spettano alle persone non vaccinate che abbiano riportato, a seguito ed in conseguenza di contatto con persona vaccinata, i danni di cui al comma 1; alle persone che, per motivi di lavoro o per incarico del loro ufficio o per potere accedere ad uno Stato estero, si siano sottoposte a vaccinazioni che, pur non essendo obbligatorie, risultino necessarie; ai soggetti a rischio operanti nelle strutture sanitarie ospedaliere che si siano sottoposti a vaccinazioni anche non obbligatori (da:http://www.salute.gov.it/i…/C_17_normativa_1556_allegato.pdf).”

“Tod J. Merkel ricercatore presso l'Ufficio ricerca vaccini e revisioni della FDA, è l' autore principale di uno studio condotto dalla stessa FDA e pubblicato in PNAS dal titolo: “Acellular pertussis vaccines protect against disease but fail to prevent infection and transmission in a nonhuman primate model” http://www.pnas.org/content/111/2/787.full.pdf ) Lo studio ha evidenziato come i babbuini vaccinati fossero protetti da sintomi severi associati alla pertosse ma non dalla colonizzazione del batterio, non si liberassero dell’infezione prima degli animali “naive” (ndt: non da esperimento), e trasmettessero facilmente la Bordetella pertussis ai loro contatti non vaccinati. I ricercatori hanno argomentato che questo era dovuto alle differenze tra l’ immunità conferita dalla infezione contratta naturalmente e quella conferita dal vaccino. L’infezione naturale conferisce una robusta immunità cellulo-mediata (cioè mediata da cellule: i linfociti) che la vaccinazione in realtà previene favorendo l’immunità umorale (cioè mediata da anticorpi), che significa che il vaccino stimola la produzione di anticorpi ma non la memoria di cui le cellule hanno bisogno per una immunità robusta e di lunga durata.”

Sembra ragionevole pensare, quindi, che vaccinando a tappeto la popolazione, si possano sortire degli effetti proporzionalmente inversi a quelli desiderati.

A livello personale, la vaccinazione costituisce uno strumento di prevenzione neurotossico e potenzialmente cancerogeno. Contiene sostanze inquinanti di ormai nota tossicità a livello mondiale. Esistono diversi studi indipendenti su motori di ricerca di appannaggio della scienza che possano provarlo con esperimenti su topi dei metalli pesanti contenuti nei vaccini, in quantitativi proporziali a quelli iniettati nella popolazione pediatrica.


Tra gli ingredienti, sostanze allergizzanti, sostanze tossiche e sostanze cancerogene (formaldeide).

Ognuna di queste sostanze ha un potenziale lesivo più o meno importante, a seconda della capacità, da parte del bambino, di sostenere un tale insulto neurotossico e cancerogeno.

Si parla di protezione di bambini immunodepressi. Vengono selezionati e viene risparmiata loro la vaccinazione? Assolutamente no. Anzi, viene spesso detto che proprio queste categorie, che sono effettivamente a rischio (proprio perché immunodepressi), debbano sottoporsi a vaccinazione. Cosa potrebbe succedere, a parer vostro, in un soggetto che non è in grado di fronteggiare tale insulto neurotossico?

E in un sistema forte, che grado di convenienza avvertite nell’inoculazione di sostanze neurotossiche e cancerogene contro un’immunità che sarà comunque certamente a tempo e non duratura come, invece, quella naturale?

A che popolazione conviene una prevenzione neurotossica e cancerogena?


Una grande disinformazione viene dispensata quando si fa credere, inoltre, che “Inoculazione” significhi “immunizzazione”. Le mamme che hanno a loro spese effettuato la titolazione anticorpale per verificare lo stato di immunizzazione del loro bimbo, si sono trovate sorprese dal fatto che nessuno dei loro figli avesse sviluppato l’immunità millantata. Quando si effettua quindi una campagna vaccinale, quando mai è stato fatto, nell’interesse pubblico, pare, la titolazione anticorpale per verificare l’effettiva copertura della popolazione? L’interesse di chi viene tutelato nella mera inoculazione dei vaccini senza la successiva verifica?


Questo per enfatizzare come la vaccinazione non solo sia neurotossica e cancerogena, ma possa anche produrre effetti indesiderati come la mancata immunità che sarebbe bene verificare sul campo.


Si stanno barattando malattie esantematiche, che sono da sempre state considerate fondamentali per la crescita del sistema immunitario di un bambino, con patologie importanti del sistema immunitario.

Le sostanze inquinanti sono infatti in grado di “triggerare”, di slatentizzare patologie latenti nel nostro codice genetico. Vì è un’esplosione di patologie autimmuni, di allergie, di patologie tumorali e condizioni di disturbo dello spettro autistico. Queste sono le vere malattie del nostro secolo. Il fattore di inquinamento ambientale è sicuramente una causa importante di queste condizioni, come l’inoculazione di sostanze neurotossiche e cancerogene in soggetti che devono ancora acquisire un sistema immunitario che, verosimilmente, arriverà a maturazione intorno ai 7-8 anni. Ad ogni modo, l’impatto lesivo non si confina ai bambini: adolescenti che hanno subito la vaccinazione HPV, considerata priva di sicurezza dalla stessa ricercatrice capo della sezione sicurezza del vaccino Gardasil, dr. Diane Harper; militari; anziani. Chiaramente le differenze si vedranno nelle aree di danneggiamento: un bambino nello sviluppo neuro-motorio o anche, purtroppo il decesso. Un adulto non avrà impatti nello sviluppo neuro-motorio, perché già formato. Ma l’impatto è potenzialmente lesivo per tutti gli utenti.


In più, ci sono diverse realtà che sono note, come la cultura su cellule fetali umani di feti abortiti.

Sapete cosa significa per una sequenza di DNA passare la barriera ematoencefalica? Che conseguenze ha un mancato rigetto di quella porzione di sequenza nelle generazioni future?

Per la produzione di vaccini sono state utilizzate, per esempio, anche colture su rene di scimmia. Vi è stata una contaminazione dei soggetti del virus sv 40, pare responsabile di sviluppo di cancri nei soggetti incolulati.


Questi solo alcuni degli aspetti da considerare per le vaccinazioni.

Non esistesse alternativa e fossimo in emergenza, sarebbe un atto sanitario da prendere in considerazione. La vaccinazione è entrata nel mercato come medicinale d’urgenza, infatti, bypassando tutte le misure di controllo ed efficacia cui normalmente devono sottostare i medicinali tradizionali. Ad oggi non sussiste uno studio a doppio cieco a lungo termine tra soggetti vaccinati e non vaccinati che ne provi l’efficacia. Misure di igiene e di sicurezza sono state sicuramente degli importantissimi contributi per la riduzione e, in alcuni casi, la scomparsa di patologie importanti.


Esiste una raccolta di 1200 studi circa l’effetto benefico della vitamina C naturale. Il nostro corpo è disegnato per la sopravvivenza. Non saremmo sopravvissuti senza l’ausilio di un sistema che è stato in grado di fronteggiare condizioni igienico-sanitarie pressoché deplorevoli ed epidemia importanti come la peste.

In una trasmissione televisiva, un professionista della salute ha detto che le vaccinazioni abbiano debellato anche la peste. In una logica temporale, capirete che è impossibile.

Secondo il rapporto dell’Organizzazione mondiale della Sanità, la stessa eradicazione del vaiolo è stata considerata un successo dell’organizzazione sopra la medicina, dove hanno trionfato quarantena ed isolamento dei soggetti infettati.


Ma torniamo alla vitamina C. Ne parlava già il due volte premio Nobel Linus Pauling. Negli studi condotti vi è anche il dott. Klenner che in tutti i casi di polio da lui trattati (60) i soggetti sono tornati alla guarigione con l’inoculazione di alti dosaggi di vitamina C naturale. L’unica che pare sortire effetti. Quella sintetica, senza vita, pare incapace di sostenere il nostro sistema immunitario. Sfortunatamente o fortunatamente, a seconda dei punti di vista, naturalmente, la vitamina C naturale NON è brevettabile.


Gli olii essenziali naturali (purtroppo per anch’essi vige l’obbligo di non contenere sostanze sintetiche o adulteranti per essere efficaci) possono aumentare la resistività nel sangue per rendere inattivo il potenzialmente patogeno. Cosa significa? Consentire una lunga vita alla nostra flora batterica amica (e vitale per noi per sopravvivere), di tenere sotto controllo il “potenzialmente patogeno”. Noi siamo in simbiosi con questi virus e batteri che ci aiutano ad espletare funzioni vitali, che annichiliamo con l’assunzione spasmodica di antibiotici e medicinali sintetici. Negli ospedali pare si siano selezionati batteri resistenti agli antibiotici.

Tutto questo per dire che esiste un universo che viene studiato e che esula dall’insulto mediatico che sta, di fatto, creando epidemie inesistenti e sta portando i cittadini al panico:

“Meningite: l’epidemia è solo mediatica

Fortunato D’Ancona, Maria Grazia Caporali, Paola Stefanelli – Istituto superiore di sanità

5 gennaio 2017 - Uno degli argomenti più discussi che troviamo su quotidiani e siti web da alcuni mesi, e in particolare dall’inizio del 2017, è il susseguirsi di notizie che riportano casi di meningite causati da patogeni (noti e/o sconosciuti) responsabili di malattia, e a volte anche di decessi, tra persone di qualunque età.

L’effetto mediatico ha generato preoccupazione tra la popolazione generale che si chiede se nel nostro Paese è in atto, o meno, un’epidemia di meningite.

In questi giorni, molti servizi vaccinali delle Asl sono in difficoltà per le richieste pressanti da parte dei cittadini che vorrebbero fissare un appuntamento ravvicinato per la vaccinazione contro il meningococco. Obiettivo: la sicurezza di se stessi e dei propri cari.

Cosa succede? È veramente un’emergenza? Cosa è cambiato? Cosa dobbiamo temere?

La risposta è più semplice di quanto molti possano pensare: si tratta solamente di una “epidemia mediatica”, in cui il patogeno, che si sta moltiplicando a dismisura, contagiando giornali e lettori, è semplicemente la notizia giornalistica (http://www.epicentro.iss.it/…/meningi…/EpidemiaMediatica.asp).”

Questo si chiama PROCURATO ALLARME e sta, di fatto spostando, l’ago della bilancia verso una vaccinazione di massa e il desiderio di renderla obbligatoria.

Vengono spacciate come verità speculazioni e i fatti vengono volutamente, a parer mio, distorti: si parla della mancata connessione tra vaccini e autismo, parlando a sproposito del caso di Andrew Wakefield. Perché a sproposito? Di fatto Andrew Wakefield aveva ipotizzato una propensione allo sviluppo dell’autismo in soggetti debilitati per nascita nel tratto gastrointestinale. Lo studio pubblicato sul prestigioso Lancet.

Poi ritirato perché accusato di aver preso soldi dalle famiglie per portare avanti queste tesi. Ci sono delle piccole nuances che vengono taciute: Andrew Wakefield è stato solo uno dei numerosi autori dell’articolo.

“E' di questi giorni la notizia che il Prof John Walker-Smith è stato prosciolto in appello dalle accuse di cattiva condotta professionale, ritenute completamente infondate dall'Alta Corte di Londra. Il Professore è il gastroenterologo inglese, coautore con il Dr. Andrew Wakefield di uno studio, pubblicato su Lancet, che collegava una malattia gastrointestinale, l'enterocolite autistica, con l'autismo e il vaccino contro morbillo, parotite e rosolia (MPR). E' chiaro che le accuse, ora smentite, rivolte al Prof. Walker-Smith e al team del Royal Free Hospital [inclusa la radiazione del Dr. Wakefield] sono state costruite appositamente per screditare qualunque forma di associazione tra autismo e vaccini e chi osava studiarla e devono essere viste con scetticismo, come una caccia alle streghe fatta per salvaguardare gli interessi costituitisi ai massimi livelli tra i governi, i media e l’industria farmaceutica.”

Si parla di ricercatori al CDC che hanno attestato con prove che lo studio condotto per affossare la suddetta ricerca sia stato frodato.

E’ noto ormai pare nella comunità scientifica che bambini con disbiosi intestinale, con difficoltà a livello gastrointerico, faccia più difficoltà a fronteggiare l’insulto neurotossico di sostanze inquinanti (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4315779/), come quelle contenute nelle vaccinazioni.

Inoltre, grazie ad un manuale pervenuto, trafugato, dalla Glaxo SmithKilne, azienda produttrice di vaccini, l’autismo è considerato come una delle possibili reazioni avverse. “Nelle 18 pagine della relazione del medico legale, si fa riferimento a "un poderoso documento riservato della GlaxoSmithKline" sui "cosiddetti side effects del vaccino Infanrix Hexa Sk emersi nel corso della sperimentazione clinica pre-autorizzazione o successivamente, fra l'ottobre 2009 e lo stesso mese 2011". In particolare - come scrive il perito - ci sarebbero "cinque casi di autismo segnalati durante i trial, ma rimasti unlisted, ossia omessi dall'elenco degli effetti avversi sottoposto alle autorità sanitarie per l'autorizzazione al commercio".

Un giudice ha così potuto rendere giustizia nella sentenza di Milano ad una famiglia danneggiata. Notoriamente, tutte le cause dove si contempla una connessione di disturbi di spettro autistico in Italia vengono rigettate. Le famiglie vengono, così, doppiamente danneggiate.


Questo e molto di più da poter proferire sul’argomento. Sotto il profilo della biosemiosi, della mancata segnalazione di reazione avversa, della mancata esposizione della legge 210/92 nelle ASL, della mancata conoscenza che ci sono ben 26 tipi diversi di reazioni avverse da poter segnalare che vanno dal “sederino rosso” alla ben più grave morte in culla. Del premio che percepiscono i medici per le vaccinazioni dei propri pazienti e, invece, del rischio del richiamo dell’Ordine e di rischiosi radiazione e multe salate nel caso non lo facciano, con contestuale lesione dell’articolo 4 del Codice Deontologico dei Medici che prevede la libertà del medico di consigliare il proprio paziente in scienza e coscienza. Del fatto che la vitamina C naturale non rientri in alcun protocollo.


E, ultimo ma non per importanza, il concetto che si sottende alla obbligatorietà: privare della libertà un cittadino è un fatto inammissibile. La segregazione, a cui alcune autorità vogliono confinare i genitori che scelgono di non praticare un’atto sanitario neurotossico e cancerogeno, appare come una rivisitazione dei fatti dittatoriali, memoria del secolo scorso. Di fatto obbligando un genitore a stare a casa per poter preservare la salute del proprio pargolo, è lesivo non solo del diritto alla Salute ma anche del diritto al Lavoro, del diritto ad avere una Famiglia, permettendo quindi il lusso di disporre di un pensiero indipendente solo coloro che possono economicamente permettersi di non lavorare. E’ evidente che la campagna vaccinista sta debilitando e logorando i principi su cui si fonda la nostra stessa Repubblica Democratica e che di fatto i genitori si dovranno battere per avere garantita la libertà e/o pretendere una piena responsabilità solidale e personale di tutti i soggetti che obbligano un atto sanitario pericoloso.


Il genitore esce dalla logica dei numeri, una cosa che le autorità nazionali non possono fare per forza di cose, perché “1” è spesso tutto ciò che ha. Non si può permettere speculazioni variabili e assolutamente non scientifiche. Purtroppo le famiglie portano la croce della prova certa del danno e la beffa di essere rese invisibili. E quelle che hanno scelto di non vaccinare sono emarginate e viste con odio e paura. Le contromisure coercitive sono di fatto un’incitazione all’odio e alla segregazione.


La realtà sociale dovrebbe di fatto favorire e non ostacolare quei genitori che personalizzano le cure adattandole alle loro necessità, costituendo lo zoccolo duro di una società sana sotto ogni profilo.


In fede,
Ambra Fedrigo

mercoledì 25 gennaio 2017

Il fallimento del vaccino anti-pertosse

Intervista al dottor Girolamo Giannotta, che rivolge un appello ai sanitari ed al mondo accademico, poiché trattasi di requiem per un defunto vaccino, che è inefficace nel medio-lungo periodo
fonte: nostrofiglio.it

Stanno facendo un baccano assordante le notizie che riguardano l’inefficacia del vaccino anti-pertosse. L’Osservatore d’Italia come sempre cerca di fornire strumenti d’informazioni validi per profondere concetti ed informazioni che siano più chiari e semplici possibili per i nostri affezionati lettori. Della pertosse si sa che è una malattia infettiva di origine batterica molto contagiosa, causata dal batterio Bordetella pertussis. Un altro batterio della stessa famiglia, la Bordetella parapertussis, è all’origine di una malattia simile, la parapertosse, che si manifesta però con sintomi più lievi. La pertosse viene annoverata fra le malattie infantili, come la rosolia, il morbillo, la varicella e la parotite, e colpisce prevalentemente bambini sotto i 5 anni. L’uomo è l’unico serbatoio noto del batterio, di conseguenza la trasmissione della malattia avviene solo fra esseri umani. Un adeguato e precoce trattamento antibiotico permette la guarigione in una quindicina di giorni. A differenza delle altre malattie infantili, l’immunità conferita da una prima infezione non è definitiva, ma declina col tempo. Esiste un vaccino che dovrebbe immunizzare e proteggere soprattutto i bambini da questa malattia, ma dal portale dell’Epidemiologia della sanità pubblica si apprende però che nelle popolazioni vaccinate si è osservato un ritorno della pertosse a causa della perdita progressiva di immunità e, in effetti, quando è stato introdotto il vaccino 30 anni fa non venivano utilizzate le dosi di richiamo. In Italia la pertosse viene obbligatoriamente notificata alle autorità sanitarie.

Intervistiamo il nostro affezionato dr Girolamo Giannotta, in merito al vaccino anti-pertosse che lui stesso ha presentato con una frase che non lascia incertezze: “La requiem per un defunto vaccino”.

Nell’assordante silenzio che pervade il mondo accademico e le nostre massime Autorità Sanitarie, la sua voce nell’arco di un mese si è sollevata ben tre volte per dire che questo vaccino è morto ed andrebbe sepolto al più presto prima di amplificare a dismisura i danni già prodotti. Cosa sta accadendo?
Poiché la storia ha un senso, devo preliminarmente ricordare che l’ho detto anche nel corso di un’intervista radiofonica il 30 aprile, l’ho ripetuto ad un convegno il 23 maggio, ed ora sono qui per il terzo appello. Purtroppo, per il concorso di diverse cause, questo vaccino non solo non funziona più, ma rende i vaccinati ospiti privilegiati per i nuovi ceppi di Bordetella pertussis che infettano preferibilmente i soggetti vaccinati adolescenti e giovani adulti, che, a loro volta, diffondono la malattia in seno alla popolazione della quale sono parte. 

Dove risiede la causa di questo fallimento vaccinale?
La prima causa del fallimento risiede nella ridotta durata dell’immunità evocata dal vaccino. A prova e testimonianza di quello che dico, il 4 maggio 2015, Acosta et coll. del CDC affermano che: “La protezione da vaccino DTPa diminuisce entro 2-4 anni. La mancanza di protezione a lungo termine, dopo la vaccinazione, ha probabilmente contribuito all’aumento della Pertosse tra gli adolescenti”. Quindi, è lapalissiano che l’immunità, evocata dalla pratica vaccinale, svanisce abbastanza rapidamente, fino al punto da rendere gli adolescenti suscettibili alla malattia.
Il secondo elemento, che chi produce i vaccini non ha mai considerato, è il comportamento del microbo sotto la pressione selettiva esercitata dalla vaccinazione. La pressione selettiva esercitata dal prodotto vaccinale, che contiene tre antigeni della Bordetella (Pertactina, tossina della pertosse detossicata ed emoagglutinina filamentosa), ha spinto i ceppi dominanti attuali a privarsi della pertactina. Tale strategia microbica ha consentito la diffusione dei ceppi pertactina-negativi (PRN-) che ora dominano la scena mondiale. Questi ceppi trovano, per oscure ragioni, i loro ospiti privilegiati che sono i giovani vaccinati nei quali si replicano e producono la malattia. Questi stessi soggetti, attualmente sono quelli che diffondono la malattia nella comunità d’appartenenza. 

Insomma ci sta dicendo che si continua a vaccinare pur sapendo della sua inefficacia e potenzialità di trasmettere i nuovi ceppi di “Bordetella pertossis” ad altri individui, il vaccino è una sorta di untore?
Purtroppo una veloce consultazione della letteratura scientifica recente consente di articolare un’analisi critica sullo stato dell’arte in cui versa il mondo scientifico, come al solito capace solo di reiterare le iniezioni vaccinali come unico ed esclusivo rimedio a tutti i mali del mondo. Però sono particolarmente felice di iniziare questo viaggio partendo da un matematico e da un biologo. Nel 2015, Riolo and Rohani, sostengono che un richiamo vaccinale (booster) non va bene per tutti. Ma non è questa la materia del contendere. In tutta coscienza questi autori si pongono il problema dell’efficacia finale dei programmi di richiamo del vaccino (boosters), invitando ad individuare correttamente le cause reali della ricomparsa della pertosse, poiché con una diagnosi errata del problema tutto diventa inefficace e costoso. Che sia costoso è lapalissiano, e che sia inefficace lo dimostrerò. Poiché il mondo della scienza in campo vaccinale ha il suo dogma centrale nel concetto di “una fiala per tutti”; non è nella concezione mentale di costoro considerare che esistono due osti con i quali fare i conti: il sistema immunitario del soggetto e la strategia di sopravvivenza del patogeno sotto la pressione selettiva determinata dal programma vaccinale. 

Dr. Giannotta, il vaccino anti-pertosse ha fallito il suo obiettivo?
E’ un concetto semplice da dimostrare, il principio su cui si regge la filosofia vaccinale è quello di evocare una risposta immune adattativa di durata illimitata nel tempo (spesso con eccessiva enfasi ed ottimismo, si dice a vita), tramite la somministrazione di un preparato vaccinale; ne consegue che se la risposta evocata è evanescente o sparisce nel tempo, il vaccino ha miseramente fallito il suo unico obiettivo.

Importanti affermazioni dr. Giannotta, da quali studi ha dedotto questa importante affermazione sul vaccino antipertosse?
Un rapido cammino analizzando gli studi sulla durata dell’immunità evocata dal vaccino anti-pertosse, ci permette di comprendere meglio questo vaccino. Nel 2012, Klein et coll. affermano che l’immunità contro la pertosse diminuisce nei 5 anni successivi alla quinta dose di vaccino. Nello stesso anno, Witt e coll. si accorgono che l’immunità vaccinale dura poco e propongono una serie addizionale di dosi boosters prima dell’adolescenza. Lo studio però non ha tipizzato i ceppi in causa nell’epidemia. Come prima riferito, Acosta et coll. affermano che la protezione da vaccino DTPa diminuisce entro 2-4 anni. Come unica e sola risposta all’evanescenza dell’immunità specifica nel tempo, vengono solo proposte dose boosters a varie età. Infatti, Freitas e coll. nel 2011 affermano che una dose booster a 12 anni di età è la migliore strategia per ridurre l’impatto nei bambini più suscettibili alle complicanze della pertosse. Gli italiani Carlino e coll., nel 2013 sostenevano che per ridurre l’incidenza e le complicazioni della pertosse nei neonati e nei soggetti immuno-compromessi, erano raccomandate dosi vaccinali di richiamo. Leggermente più rassegnati, ma comunque insistenti, sono Barlow et coll., che nel 2014 affermano che i bambini vaccinati e gli adolescenti che contraggono la pertosse hanno una malattia meno lunga e meno severa. A fronte di questo evidente insuccesso vaccinale, gli autori sostengono che bisogna comunque vaccinare gli individui ad alto rischio. 
Per sintetizzare queste correnti di pensiero monotematiche, potrei dire che: comunque vada vacciniamo ancora con altre dosi supplementari. 

Cosa sappiamo del ceppo “Bordetella Pertussis”, responsabile della pertosse anche nei soggetti vaccinati? E’ logico continuare a vaccinare anche se i ceppi sono mutati?
La Bordetella pertussis ha adottato le sue strategie vincenti sotto la pressione selettiva operata dalla campagna vaccinale contro la pertosse. Nel 2014 Lam et coll. hanno analizzato i ceppi di B. pertussis nel corso di un’epidemia australiana di pertosse, verificatesi tra il 2008 ed il 2012. Il 30% dei ceppi isolati non contenevano l’antigene vaccinale pertactina, ed hanno dimostrato che la B. pertussis è in continua evoluzione in risposta alla pressione selettiva esercitata dal vaccino. Nel 2012, Theofiles et coll. hanno studiato i ceppi coinvolti nell’epidemia del Minnesota ed erano tutti ceppi senza pertactina. A dispetto delle evidenze, Gambhir e coll., nel 2015 dicono che l’epidemia americana del 2012 si spiega con una ridotta durata della protezione immunitaria, e lo dicono ricorrendo ad un loro modello matematico. Come risulta evidente, la vera causa dell’epidemia del 2012 nel Minnesota erano i ceppi PRN- (pertactina negativi) e non la ridotta riduzione della protezione immunitaria che è il preambolo al tema monocorde: ancora una dose di vaccino. È sempre assodato che l’immunità specifica anti-pertosse è evanescente, ma continuare a vaccinare in presenza di ceppi mutati è una vera follia, un non senso scientifico, un voler far pagare agli adolescenti futuri il prezzo delle nostre scellerate decisioni.
Seguendo i dettami di questo particolare mondo scientifico approderemo a queste conseguenze:

1. Il vaccino anti-Pertosse rimarrà inefficace.
2. Si amplierà la sub-popolazione suscettibile alla Pertosse.
3. La Bordetella pertussis troverà molto ospitali i soggetti vaccinati.
4. I soggetti vaccinati diffonderanno la Pertosse poiché ospiti privilegiati dei nuovi ceppi batterici PRN-.

Dr. Giannotta, lei invita il mondo sanitario all’obbligo e necessità di capire cosa sta accadendo con questo vaccino senza pregiudizi, ancorandosi seriamente alla deontologia del medico, che non deve nuocere al paziente
Certo, concludendo, posso dire che dal matematico e dal biologo è arrivata l’unica cosa sensata, che l’ambiente medico dimostra di non aver considerato visto com’è impegnato a promuovere dosi aggiuntive di un vaccino incamminato sul viale del tramonto. 

lunedì 16 gennaio 2017

Gli insegnamenti di Bruce Lee

Gli insegnamenti più importanti di Bruce Lee:
immagine da: bonoacademy.it

1. Obiettivi
“Un obiettivo non è sempre destinato ad essere raggiunto, spesso serve semplicemente come qualcosa a cui puntare”.
Gli obiettivi servono quindi per avere uno stimolo e non bisogna dare troppo peso al loro raggiungimento. Bisogna concentrarsi sul “viaggio” e il processo. Se si sta effettuando un’escursione su un sentiero bellissimo, il vostro obiettivo è quello di arrivare a destinazione finale, ma questo non significa che non si può godere della passeggiata, o anche cambiare direzione. Siate aperti, essere flessibili.
2. Flessibilità
“Si noti che l’albero più rigido si rompe più facilmente, mentre il bambù o salice sopravvive piegandosi con il vento.”
I popoli più felici del mondo, sono flessibili. Non hanno credenze rigide e non cercano di controllare o manipolare l’ambiente circostante. Se si vuole avere una vita appagante e felice, bisogna essere flessibili e accettare le cose come sono.
3. Tempo
“Se amate la vita, non perdete tempo, perché è il tempo ciò di cui è fatta la vita”.
Non c’è tempo da perdere, per soccombere alle vostre paure. So che può essere difficile, ma alla fine ognuno di noi muore, quindi perché non sfruttare al meglio la tua vita? Non perdere tempo e cerca di realizzare con coraggio i tuoi sogni sogni.
4. Servizio
“Vivere realmente per gli altri.”
Il modo più soddisfacente di vivere è quello di aiutare e arricchire la vita degli altri. Se si riesce a trovare un modo per risolvere i problemi di altre persone mentre si segue la propria passione, si ha trovato il modo ideale di vivere.
5. Accettazione
“Non preoccupatevi di chi è giusto o sbagliato o meglio. Non essere a favore o contro”.
Se vogliamo che la Terra diventi migliore, dobbiamo lasciar andare il giudizio, i pregiudizi e le credenze rigide. Non c’è bisogno di essere giusto o sbagliato, o dire che sei meglio di qualcun altro. Tutto è come è. Se non ti piace, puoi fare qualcosa di diverso, ma non iniettare energia negativa, perché non fai mai nulla di buono.
6. Risolutezza
“Non temere l’uomo che ha praticato 10 mila calci una volta, ma temi l’uomo che ha praticato un calcio 10 mila volte.”
Se si vuole ottenere risultati e qualcosa di grande, dovete smettere di sguazzare e saltare da cosa a cosa. La maggior parte delle persone smette prima di raggiungere qualsiasi risultato. Essi rinunciano troppo presto. Non essere una di quelle persone!
7. Creatività
“Nessun modo, nessuna limitazione”.
Significa non imporsi limiti troppo rigidi. Anche se un guru ti dice che qualcosa è impossibile non significa che lo sia. Ricordate, alla maggior parte dei grandi popoli fu detto che non avrebbero mai potuto fare qualcosa di grande, ma sono andati avanti e lo hanno fatto lo stesso. Ascoltate voi stessi e fate quello che vi emoziona.
8. Semplicità
“La semplicità è la chiave della brillantezza”.
Semplifica la tua vita ed elimina il superfluo. A noi come società, è stato insegnato a consumare e accumulare beni materiali. Per fortuna, stiamo iniziando a capire che questo non funziona. La felicità viene da dentro, non dall’esterno. La semplicità ti dà la chiarezza e la pace della mente.
9. Trova il tuo percorso
“Assorbire ciò che è utile, scartare ciò che non lo è, aggiungere quello che è unicamente vostro.”
Inizialmente, imparate da qualcuno che ottiene le cose in modo efficace, prendete ciò che funziona e scartate ciò che non lo fa. Siamo tutti unici, quindi col tempo dobbiamo trovare la nostra anima e iniziare ad ascoltare noi stessi. Ascolta il tuo cuore per l’orientamento. Dove cerca di portarvi?
10. Attivati
“Conoscere non è sufficiente, è necessario applicare; la disponibilità non è sufficiente, si deve fare”.
È possibile leggere tutte le informazioni che volete, ma se non agite, non succederà nulla. Sarà come non avere mai una chiarezza cristallina, così si andrà avanti attraverso la confusione e l’incertezza. Devi iniziare a muoverti subito, al fine di arrivare dove vuoi.
11. Ego
“Le arti marziali sono, in ultima analisi, la conoscenza di sé. Un pugno o un calcio non servono per mandare all’inferno la persona che avete di fronte, ma per sconfiggere il vostro ego e la vostra paura.”
Tutto ciò che fai coinvolge il tuo ego. E ‘quello che ha paura. Vuole rimanere dove le cose sono comode, convenienti e sicure. Se ascolti il tuo cuore, tu sai che questo non è il percorso per te. Bisogna accettare la paura dentro di sé e continuare a muoversi. La vita è fatta per essere vissuta, quindi inizia a vivere e segui le tue passioni.

giovedì 12 gennaio 2017

Pupazzi nella neve

inverno 1984


Nei primi anni '80, come tutte le cose, anche la neve era vissuta in maniera del tutto diversa dai moderni e tecnologici tempi odierni.



C'era addirittura la possibilità di frequentare la scuola e vedere da dietro le finestre appannate, la neve che veniva giù, cercando di trarne ispirazione per lo svolgimento del più classico dei temi invernali che una scuola gestita da suore francescane potesse proporre: "Come cade la neve"; Facile iniziare una composizione del genere, chiunque prendeva slancio scrivendo che la neve "candida" imbianca tutto il paesaggio. Del resto la mente era concentrata si, ma sull'imminente pomeriggio di giochi invernali che si sarebbe concluso solo a tramonto inoltrato o comunque non prima di essersi bagnati ben bene calzettoni, pantaloni ed anche gli slip, quando l'essere sprovvisto di tuta da sci o abbigliamento da montagna (ma anche star fuori senza giacca, vedasi foto), non pregiudicava la partecipazione a gare di slittino e battaglia a suon di palle di neve. 


....Poi venne il terzo millennio e con esso tutte le novità dei tempi moderni......

Un sindaco, benchè primo cittadino, oltre a far fronte alle esigenze di un piano neve da gestire con le casse comunali vuote, deve subire l'assalto degli utenti dei social network, i quali ossessionano esternando lamentele di ogni tipo quali possono essere mancanza di parcheggio dinanzi alla scuola, marciapiedi innevati, difficoltà nel raggiungere le sedi (con i mezzi pubblici che riescono comunque a garantire il servizio), sfruttando l'ego costruitosi dietro una tastiera touch screen, e riescono a imporre indirettamente la chiusura delle scuole, grazie a ordinanze emanate a mo' di salvagente per scongiurare eventuali esposti, denunce o qualsiasi altro tipo di ritorsione nei confronti dell'amministrazione pubblica.

Perchè ora non è più come un tempo, se la neve è scivolosa, la colpa è del sindaco (di destra o di sinistra che sia).

La scuola chiusa per neve potrebbe tutto sommato essere una stragrande vittoria, poichè raddoppia il tempo a disposizione per le attività con la neve!!!!

Macchè!..... Senza scuola aumenta il tempo da dedicare ai videogames e tutti gli altri congegni elettronici sparsi per casa. Un pupazzo di neve si può realizzare anche senza freddarsi le mani ed in maniera del tutto più comoda scaricando un'apposita App!!!
scarica l'app per creare il tuo pupazzo di neve!

La maggior parte dei genitori è altamente preoccupata di lasciar andare i propri figli fuori a giocare con la neve. Come perchè???? Quando nevica fa freddo e chi prende freddo prende il raffreddore e, un malanno da raffreddamento nel periodo clou dell'influenza, può scatenare una vera e propria epidemia che fortunatamente però, si può curare con tutto quello che il campo della farmaceutica mette a disposizione: integratori, spray, sciroppi, antibiotici, cortisone, meglio se anticipati da una iniezione piccola, ma di grande efficacia:
il vaccino!....

Un personaggio schivo nottambulo diceva "non può piovere per sempre", questo vale anche per la neve, difatti non può nevicare per sempre, ma anche quando fuori è tornato a splendere il sole ( che dicono faccia molto bene e che favorisca la sintesi dell'indispensabile vitamina D) meglio rimanere al calduccio ed abbassare le tapparelle poichè il sole basso nel cielo invernale piuttosto è d'intralcio perchè riflette proprio sullo schermo della tv rendendo meno performanti le super ultrà qualità dell'alta definizione.


Lo schermo rettangolare che attira a se tutti componenti del nucleo familiare offre intrattenimento per tutti i gusti ma soprattutto mette a disposizione l'informazione 24 ore al dì (TG: istruirsi prima di informarsi (LINK)).

Può anche capitare che in un attimo di noia dovuto alla pubblicità prolungata, a qualcuno in casa venisse in mente, senza un valido motivo, di sciogliere la neve! Del resto i nonni lo facevano, essi raccontavano che con un bicchiere pieno di neve e qualche amarena conservata in barattolo, preparavano una granita da far invidia a i migliori chioschi moderni!

Se la noia della pubblicità in tv e la voglia di soddisfare qualche curiosità ci mette di fronte ad un fornello acceso con una palettata di neve dentro, ci ritroviamo poi a notare quante impurità contenga la neve del terzo millennio, addirittura quel che sembra polvere o terra, risponde all'attrazione di un magnete!!!! ......Meglio metter via tutto e tornare davanti alla tv altrimenti si rischia di far la fine di coloro che vengono derisi per aver sostenuto che l'aria è piena di metalli pesanti che, attraverso le precipitazioni finiscono nel terreno e nelle falde acquifere (neve-stracolma-di-metalli-pesanti (LINK))....

La voglia di fare esperimenti appartiene ad un'altra epoca, lasciamola da parte. La pausa pubblicitaria può essere impiegata per scorgere dall'uscio della porta se qualche irresponsabile genitore si ostini a mandar fuori al gelo i propri ragazzini per non averli trai piedi. Gli stessi fanciulli, dopo essersi svagati con la neve, l'indomani si ritrovano a giocare di nuovo al freddo......e senza raffreddore!!!

A quel punto meglio impugnare smartphone con una mano e telecomando con l'altra, per distrarsi un po' e non ripensare di aver preso il raffreddore la scorsa estate, mentre i bambini che giocano nella neve o tutta la popolazione che abita in zone con un clima glaciale, sono in perfetta salute.
(causa del raffereddore-Magazine 5LB (LINK); raffreddore a causa del capo (LINK)

Si dice che fare sempre le stesse cose porti alla noia, allora in un futuro prossimo magari ci si stancherà anche di questo stile di vita moderno, soggiocato da un'inconsapevole ipnosi di massa. Semmai dovesse arrivare il tempo in cui tutti fossero disposti ad un risveglio della coscienza, noi saremo qui pronti ad accettarli a discutere ed a ragionare, anche nel mezzo di una bufera di neve!!!!



ringraziamenti :

compressamente.blogspot.it






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