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venerdì 28 ottobre 2016

Intervista all'autore del libro "Il mistero dei cosmonauti perduti"


“Il Mistero dei Cosmonauti Perduti – Luca Boschini.

I cosmonauti perduti sono una teoria di complotto che riguarda lo spazio secondo la quale Yuri Gagarin non sarebbe stato il primo uomo a volare nello spazio, ma prima di lui ci sarebbero state delle missioni finite tragicamente con la morte o il ferimento grave del pilota di queste presunte missioni; insuccessi che le autorità sovietiche avrebbero tenuto nascosti per evitare ripercussioni d’immagine sul loro prestigio internazionale in un periodo molto delicato per le relazioni internazionali come la guerra fredda, stiamo parlando dell’epoca pionieristica dell’esplorazione spaziale umana, quindi l’inizio degli anni ’60.

Ecco cosa ha raccontato Luca Boschini [L] a Paolo Amoroso [P]:

P: Diamo il benvenuto al nostro ospite Luca Boschini, al quale cominciamo chiedendo di presentarsi, raccontarci qualche cosa delle sue attività e poi come è nato l’interesse per i cosmonauti perduti che ha portato all’inchiesta del libro.

L: Buonasera a tutti innanzitutto, io sono ingegnere elettronico, lavoro a Milano per una ditta aerospaziale e già questo se vogliamo è una prima indicazione del perché mi sono occupato di questo argomento che se vogliamo è abbastanza attinente a quello che faccio per lavoro e quindi avevo un interesse specifico a riguardo. Il secondo interesse specifico è dovuto al fatto che sono socio del CICAP il “Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze” e in particolare in questo periodo sono anche coordinatore regionale per la regione Lombardia e quindi ho una passione particolare per le notizie strane e i misteri, le bufale sia nelle notizie sia le bufale storiche e quindi questo è un argomento che mi ha preso particolarmente. La terza ragione è perché sono un astrofilo da più di vent’anni e quindi sono molto interessato a tutto ciò che riguarda lo spazio e non da ultimo il fatto che studio russo da autodidatta e quindi ho potuto andare a vedere anche le fonti originali in lingua russa che per questo genere di ricerca erano molto importanti perché, a parte una serie di documenti tradotti in inglese, praticamente tutte le informazioni di prima mano sono in russo.


Chi sono i cosmonauti perduti?

P: Ecco, cominciamo quindi con spiegare in cosa consiste questa teoria di complotto e su quali testimonianze, molte delle quali italiane, si basa.

L: Sì, la teoria, cominciò a circolare ancora prima del primo volo di Gagarin già nel 1960 e le prime fonti sono di una agenzia stampa italiana, che si chiamava Continentale, che affermava attraverso alcune fonti da parte di governo dei paesi che orbitavano nell’orbita comunista, Cecoslovacchia, Bulgaria che girava voce che in Unione Sovietica avessero già lanciato dei cosmonauti in orbita e il fatto poi che l’Unione Sovietica non rivelasse la natura di questi cosmonauti lasciava presagire che qualche cosa fosse andato storto. Un’altra delle prove che circolavano all’epoca sempre di fonte italiana è legata alle intercettazioni radio dei radioamatori occidentali, le più famose delle quali erano di due radioamatori torinesi, i fratelli Judica Cordiglia, che all’epoca erano molto famosi proprio perché con i loro apparati intercettavano le comunicazioni radio che provenivano da oltre cortina e potevano fornire ai giornalisti delle notizie di prima mano anche tenuto conto del fatto che la Russia rilasciava le informazioni con il contagocce quindi quella era la notizia che cavalcava le prime pagine dei giornali ma le informazioni di prima mano non giungevano, quindi bisognava in qualche modo procurarsele per vie traverse.


Le testimonianze

P: I fratelli Judica Cordiglia avevano anche una famosa stazione di radioascolto spaziale chiamata Torre Bert a Torino?

L: Sì, esatto, inizialmente i primi ascolti li facevano dalla cameretta da letto di casa avendo piazzato le antenne sul tetto del condominio e poi invece misero insieme una stazione di ascolto amatoriale nei pressi di Torino.

P: E allora come si possono spiegare queste testimonianze e soprattutto registrazioni anche dei fratelli Judica Cordiglia da questi centri di radio ascolto, che origini potevano avere queste registrazioni se erano reali?

L: L’idea che mi sono fatto è che ci sono una serie di concause che hanno portato alla nascita di questa teoria. La prima e la più grossa e importante come ho accentato poco fa è legata al fatto che l’Unione Sovietica non rilascia quasi nessuna informazione, magari c’era un silenzio che durava mesi e poi improvvisamente uscivano fuori con una notizia “Primo uomo nello spazio”, “Prima passeggiata spaziale”, “Primo volo di due astronauti” e via dicendo e quindi è chiaro che con un modo di fare del genere i media dovevano procurarsi le notizie in altro modo.

[P: E in quale altro modo si poteva fare?]

Beh, i giornalisti americani cercando informazioni presso i servizi segreti del loro governo, i quali però ovviamente avevano tutto l’interesse nel raccontare che i russi stavano giocando sporco facendo morire i cosmonauti in orbita. Le altre possibili informazioni erano dovute alle intercettazioni radio, però chiaramente in questo modo era molto complicato capire se i segnali raccolti provenissero effettivamente da voli spaziali o altri radioamatori. E poi la terza fonte che poteva giungere era dai transfughi dell’Unione Sovietica, persone fuggite oltre confine e che potevano raccontare quello che succedeva dall’altra parte, però ben raramente questi erano tecnici di primo ordine ma molto spesso erano persone che riferivano notizie per sentito dire o passate già da due o tre mani, e quindi più o meno si aveva lo stesso fenomeno che c’è nel famoso gioco del telegrafo senza fili in cui più la notizia passa di bocca in bocca più diventa poco circostanziata.


L’inchiesta e le spiegazioni delle testimonianze

P: Quindi alcune di queste registrazioni potrebbero essere anche arrivate da stazioni terrestri?

L: Sì, io mi sono preso la briga di cercare di correlare le date delle intercettazioni note con i lanci di satelliti sia meteorologici sia di comunicazione sia satelliti spia, di cui oggi finalmente sappiamo tutte le caratteristiche, avvenuti all’epoca ed effettivamente esistono un paio di registrazioni che potrebbero coincidere con dei lanci di satelliti spia americani; perché poi questi satelliti dovessero emettere dei suoni così strani che potevano sembrare dei rantoli o respiri affannati non ne ho la più pallida idea, però questa è una possibile ipotesi. In molti altri casi però la mia opinione è che quello che veniva ricevuto erano comunicazioni a Terra o da velivoli tipo aerei e che venivano erroneamente interpretatati come comunicazioni provenienti dallo spazio.
Bisogna tenere presente che all’epoca la maggior parte delle comunicazioni amatoriali o ricevibili tramite apparati amatoriali avveniamo in banda HF ad una frequenza piuttosto bassa sotto i 30 MHz, in cui l’atmosfera riflette molto bene le onde radio, il che è un grosso vantaggio perché si riesce a sentire molto lontano perché le onde radio riescono a rimbalzare più volte tra la terra e il cielo, ma d’altro canto rende complicato capire quale sia esattamente la fonte, cioè se la fonte sia dalla terra o dal cielo; quindi quando si ricevono delle comunicazioni parlate già in una lingua che magari uno non conosce, il russo, estremamente disturbate in cui si capiscono poche parole è molto facile interpretare in modo scorretto quello che si sente o si innesca un fenomeno chiamato pareidolia in cui il nostro cervello interpreta dei rumori del totalmente casuali come parole note e quindi questo da luogo molto spesso a dei totali fraintendimenti. Facendo ascoltare queste registrazioni a persone madrelingua già loro mi dicevano che era molto difficile riuscire a capire quello che si sente, ma le parole nettamente che si distinguono fanno capire che nella maggior parte dei casi erano radioamatori che parlavano di tutt’altro più che di comunicazioni spaziali.

P: Quindi è possibile che queste stazioni di radioascolto per soddisfare la sete di notizie per le tecnologie spaziali e le imprese spaziali all’epoca nuovissime e interessanti abbiano un po’ dato un’interpretazione eccessivamente ottimistica di queste trasmissioni radio ambigue?

L: Sì, penso che sia la spiegazione principale. Io ho provato anche a mettermi nei panni dei fratelli Judica Cordiglia e degli altri radioamatori dell’epoca, magari ragazzi poco più che maggiorenni, che si trovavano la casa invasa da giornalisti da tutto il modo che erano lì che pendevano dalle loro labbra e volevano assolutamente sapere tutte le novità perché dalla parte sovietica non arrivava nulla; e quindi è chiaro che quando sei sotto questa fortissima pressione psicologistica è sufficiente anche ricevere poche parole di cui si capisce quasi nulla e finire per interpretarle in modo totalmente sbagliato.


Le reazioni alla pubblicazione del libro

P: Dopo la pubblicazione del libro, ricordiamo recente, ad ottobre 20013, ci sono state reazioni o commenti dei fratelli Judica Cordiglia su queste tue spiegazioni?

L: Non che io ne abbia sentore, non mi è giunto nulla a riguardo. Mi è giunta notizia che uno dei figli di uno dei fratelli Judica Cordiglia ha espresso disappunto, diciamo, per i capitoli dedicati a suo padre nel libro, ma non ha rivolto delle accuse circostanziali, ma ha semplicemente espresso un disappunto personale per il fatto che le notizie che aveva sentito fin da piccolo erano state smentite.

P: Invece dal campo dei ricercatori e dei debunker, sempre dopo al pubblicazione del libro, hai avuto dei commenti o delle reazioni per esempio da Jim Oberg che adesso è un noto giornalista spaziale e prima è stato controllore di volo, oppure dallo svedese Sven Grahn che ha gestito un centro di radio-ascolto spaziale lui stesso?

L: Dunque con Grahn ho avuto uno scambio epistolare durante la scrittura del libro perché ho avuto anche una serie di informazioni dal canto suo, mi ha fornito per esempio gli elementi orbitali delle prime missioni spaziali russe che mi sono servite poi per correlarle con gli ascolti dei radioamatori dell’epoca; so attraverso un amico comune e che ha acquistato il libro e che ha iniziato a leggerlo, credo che gli ci vorrà un po’ di tempo perché non parlando italiano sarà dura sorbirsi cinquecento pagine in italiano. Da parte di Jim Oberg non ne so nulla, posso dire che all’epoca nel corso della scritturata del libro avevo tentato di contattarlo con poco successo e quindi, boh, se vogliamo non mi pare il caso di contattarlo adesso, penso che alla fine verrà comunque a sapere dell’opera per vie traverse.

P: Quindi non c’è stata soltanto una barriera linguistica, ma anche in un certo senso una barriera umana in alcuni casi anche nel campo dei ricercatori.

L: Beh si c’è da dire che Oberg, anche leggendo i suoi libri e vendendo le sue interviste, deve avere un caratterino un po’ particolare e quindi non credo sia molto facile averci a che fare.


Le difficoltà dell’inchiesta

P: Leggendo il libro ho avuto l’impressione che le verifiche di alcuni di questi casi, ricordiamo in tutto circa una quindicina di presunte missioni con vittime o feriti nello spazio prima di Gagarin, le spiegazioni o comunque le indagini possano essere state abbastanza facili quasi, secondo te perché prima del tuo lavoro non sono state fatte analisi approfondite di questi episodi?

L: Facile non lo so, per me non è stato proprio facilissimo, comunque sicuramente….

P: …mi riferivo alla semplicità poi della spiegazione che risulta, in questo senso…

L: …ah, beh sì, beh, diciamo che probabilmente fino al 1995 più o meno questa indagine non si sarebbe potuta compiere, perché dalla parte Sovietica c’era ancora un muro di silenzio e quindi non c’era modo di correlare le informazioni di prima mano con ciò che si sapeva dal lato occidentale. Alla fine l’indagine è stata soprattutto cercare di correlare le informazioni da parte sovietica con quelle che avevamo dal lato occidentale. Dopodiché effettivamente alcune ricerche erano già state iniziate, più o meno dal 1995 in avanti, ma c’erano i grossi problemi di barriere linguistiche: molte delle presunte prove dei cosmonauti perduti erano in lingua italiana, perché appunto c’erano le notizie dei giornali italiani che avevano pompato molto la notizia e c’erano i libri dei fratelli Judica Cordiglia scritti in italiano e quindi questo era probabilmente una notevole barriera linguistica per indagatori di altre lingue e poi, ovviamente, perché bisognava andare a vedere le fonti originali russe e quindi bisognava parlare il russo; sia l’italiano e il russo probabilmente non sono delle lingue semplicissime e quindi le barriere linguistiche hanno in un certo senso frenato questa operazione.


Altre testimonianze

P: Ci sono stati tra questi episodi di presunti cosmonauti, o tra le testimonianze in particolare, alcune soltanto verbali che non danno la possibilità di approfondire più di tanto; volevo chiederti se sei al corrente di alcune di queste testimonianze che arrivano da alcune stazioni di tracking satellitare gestite dal Dipartimento della Difesa americano, per esempio per missioni di satelliti spia, mi riferisco alle stazioni Tern Island o ad un’altra stazione in Somalia che si chiama Kagnev, non so se la pronuncio correttamente, ce ne aveva parlato di queste testimonianze Giovani Abrate, che probabiliste conosci e che ha curato il sito www.lostcosmonauts.com [ora non più attivo – ndr] e volevo chiederti se ti eri imbattuto anche in queste testimonianze.

L: Devo premettere il fatto che ho cercato di tenermi alla larga delle informazioni di seconda e terza mano, perché poi il problema diventa quasi ingestibile, io ho cercato sopratutto di andare a puntualizzale le informazioni di prima mano e le prove sulle quali si potessero eseguire delle indagini in modo più approfondito. Devo dire che di queste intercettazioni non ho avuto nessun sentore, quello che posso ipotizzare è che possa esserci stato un fenomeno simile a quello che invece è abbastanza documentato e accadde riguardo alla motte del cosmonauta Komarov, che venne intercettato, almeno così pensavano gli americani, da una stazione di tracking in Turchia e i tecnici all’epoca dissero che Komarov in orbita si disperava, piangeva, urlava e quindi questo avrebbe lasciato intuire il fatto che non era morto come avevano detto i Sovietici per la mancata apertura del paracadute e quindi schiantandosi a terra, ma per qualche cosa già in orbita. Oggi sembra abbastanza appurato il fatto che quello che ascoltavano non era Komarov ma bensì i tecnici che tra Baikonur e la stazione in Crimea ad un certo punto tolsero le comunicazioni criptate e cominciarono in modo molto concitato a palare tra loro perché Komarov aveva avuto dei guasti molto seri in orbita e non sapevano come farlo rientrare a Terra e quindi bisognava agire in modo molto tempestivo. Probabilmente ascoltavano una comunicazione in russo, molto disturbata e molto concitata che li portò a credere che ci fosse stato qualche cosa di più serio del guasto che comunque era abbastanza serio di Komarov in orbita.


L’interpretazione delle registrazioni radio

P: E a proposito proprio delle interpretazioni del russo, tu racconti nel libro che per interpretare le presunte parole pronunciate in alcune queste registrazioni di cosmonauti in difficoltà i fratelli Judica Cordiglia, molto conosciuti all’epoca negli anni ’60, non si sarebbero affidati a interpreti e traduttori madrelingua.

L: Sì, loro spiegano anche il perché nel loro libro: perché cercano di entrare in contatto con dei madrelingua a Torino, gli diedero le comunicazioni e questi gli restituirono delle comunicazioni molto frammentarie in cui erano trascritte giusto tre o quattro parole in tutto, del tutto incomprensibili, e alla fine si affidarono ad una ragazza o signora tedesca, che insegnava russo ad una scuola di lingue torinese, la quale invece forniva delle trascrizioni e traduzioni molto più complete. Facendo ascoltare le comunicazioni a dei madrelingua molti al primo ascolto mi dicevano: “guarda, qui si capiscono tre o quattro parole in tutto”. Dopodiché ascoltando e riascoltando, tra l’altro oggi ci sono anche dei software che permettono di rallentare le comunicazioni mantenendo comunque il pitch e quindi sentire un parlato abbastanza naturale, ma molto rallentato, oppure permettono di andare a vanti e indietro in modo molto più semplice di quanto fosse allora possibile andare avanti e indietro con il nastro, e quindi probabilmente oggi un madrelingua riesce a sentire un po’ meglio quello che si dicevano, però nonostante tutto si capisce molto poco, quindi la mia impressione è quella che alla fine gioca molto è il fenomeno della pareidolia, quel fenomeno per cui il nostro cervello quando a che fare con suoni poco capibili comincia diciamo a navigare di fantasia e ci sente un po’ quello che vuole. Quindi alla fine facendo sentire questa comunicazione molto complicata a una persona alla quale probabile è stato detto: “questo è un cosmonauta che parla” alla fine finisce per sentire le parole che hanno a che fare con la cosmonautica anche se effettivamente lì dentro ci sono dei suoni assolutamente incomprensibili. Questa è la mia spiegazione fondamentale del perché i fratelli Judica Cordiglia avevano in mano delle trascrizioni fatte da una persona competente che smembrano puntare nella direzione della cosmonautica.


Personaggi e storie della cosmonautica sovietica

P: Nel corso delle tue ricerche per il libro quali figure, personaggi o episodi della cosmonautica sovietica ti hanno colpito di più?

L: Mah, sicuramente il personaggio principe è la figura di Sergei Korolev, perché è stato un mito e ancora adesso ci sono statue che lo rappresentano in Russia ed è una delle presone più note ancora oggi perché era a un Von Braun all’ennesima potenza; era le persona che si occupava della costruzione dei missili, delle sonde interplanetarie, dei satelliti, delle navicelle abitate e quindi era il factotum e la cosa incredibile è che per ragioni di stato la sua identità è rimasta ignota fino alla sua morte e lui era una persona estremamente riservata che non ha lasciato scritto praticamente nulla e quindi ci sono pochissime informazioni che lo riguardano; le uniche sono dovute a persone che gli sono vissute accanto e che hanno raccontato di lui, ovviamente questo non permette di tacciare un quadro completo e quindi ci sono ancora parecchi punti oscuri e questa aurea di mistero che lo circonda è estremamente affascinante. Mi sono riproposto, e prima o poi lo farò, anche se è una impresa abbassata complicata di leggere il libro di Golovanov un giornalista russo che ha vissuto accanto a Korolev per un certo periodo e che ha scritto una biografia su di lui attorno al 1995 che dovrebbe essere l’opera più completa che lo riguarda, sono molto curioso di sapere cosa racconta questo giornalista di Korolev.

P: E lo siamo anche noi, magari quando avrai letto questo libro sarà l’occasione per risentirci per un’altra chiacchierata e magari raccontarci cosa hai scoperto di nuovo su questo personaggio così interessante e poco conosciuto del programma spaziale sovietico. Un altro personaggio…

L: …se mi permetti…

P: …prego.

L: Un altro episodio che è molto interessante dal mio punto di vista è del primissimo volo spaziale di Gagarin, perché soltanto in epoca molto recente si è saputo che ebbe una serie di problemi di guasti e quindi che la sua missione non andò così liscia come si era pensato più o meno fino al 2000: ebbe una perdita di assetto in orbita per cui ebbe grossi problemi, gli si aprì il paracadute di riserva e quindi scese con due paracadute che è una operazione molto rischiosa da fare e tutta una serie di altri problemini che racconto nel libro e quindi è molto interessante che di qualche cosa che tutti credevano di conoscere a menadito fino almeno agli anni 2000 improvvisamente negli ultimi anni sono uscite delle informazioni nuove che hanno tracciato una missione in modo da un lato più preciso e dall’altro molto diverso dal quale si pensava fosse andata.

P: Un altro personaggio interessante ma poco conosciuto almeno in occidente, io per esempio ne ho sentito parlare vedendo alcune recensioni delle sue memorie che poi ho letto, è stato il braccio destro proprio di Korolev.

L: Sì, Boris Chertok, credo sia una persona con cui tutti gli amanti dell’astronautica hanno un grosso debito, perché, proprio per il fatto che Korolev non ha lasciato scritto quasi nulla, lui invece è il grande padre della cosmonautica perché è morto pochi anni fa all’età di quasi cento anni e ha lasciato scritto queste sue immense memoria di migliaia di pagine in cui racconta praticamente tutta l’epopea della cosmonautica sovietica dai primi razzi che volarono per poche centinaia di metri fino alle missioni Soyuz e devo dire che poi quando sono andato a Mosca sono andato, tra le altre cose, a visitare la sua tomba per dargli una sorta di saluto perché anche il mio libro deve gran parte delle informazioni alle sue memorie.

P: Un saluto e un ringraziamento poi visto la mole di materiale che ha raccolto…

L: …eh sì.


Un vero complotto sovietico

P: Quali sono secondo te gli aspetti ancora oscuri o poco conosciuti del programma spaziale sovietico di quegli anni, parliamo degli anni ’60, su cui invece varrebbe la pena approfondire l’indagine storica?

L: Ma, probabilmente direi sulla missione lunare, perché i sovietici volutamente quando hanno fallito, cioè sono stati battuti dagli americani, ad un certo punto hanno deciso di far sparire tutto e hanno distrutto tutti i razzi N1, hanno fatto sparire le moltissime delle navicelle che avevano costruito, sono rimaste giusto pochissimi pezzi da museo, e quindi anche le informazioni che ci sono giunte sono estremamente frammentarie, sono giusto i racconti dei tecnici dell’epoca. Probabilmente sarebbe molto interessante riuscire a mettere le mani sui progetti originali per andare a vedere effettivamente le prestazioni che avevano questi veicoli, per fare un esempio oggi dei veicoli americani si sa praticamente tutto ci sono addirittura degli amatori che hanno ricostruito i computer dell’Apollo partendo dagli schemi elettrici originali o intere parti delle navicelle, ecco dalla parte sovietica c’è quasi un buco nero e le informazioni sono veramente minime.

P: Uno di questi forse programmi di cui si sa di meno è di cui si sono avute più informazioni solo recentemente è probabilmente il programma lunare umano sovietico.

L: Uhm, sì, è quasi un paradosso che il vero complotto russo che fu quello di tenere nascosto il fatto che avevano cercato di andare sulla luna e non c’erano riusciti è poi invece un complotto che è diciamo poco noto al grande pubblico, molto meno se non altro di quanto non fosse la leggenda dei cosmonauti perduti, che invece è una bufala.


Conclusione

P: Ecco, ringraziamo allora Luca Boschini, non solo per questo viaggio nel tempo e in una delle epoche più interessanti e suggestive delle esplorazioni spaziali anche pionieristica dell’esplorazione spaziale sovietica, non solo per la sua partecipazione al nostro podcast AstronautiCAST, ma anche visto che questa sera abbiamo parlato di audio e di registrazioni anche per la sua pazienza con i problemi audio che anche noi abbiamo avuto per questa intervista. Ricordiamo che il suo libro si intitola “Il Mistero dei Cosmonauti Perduti – leggende bugie e segreti della cosmonautica sovietica” pubblicato dal CICAP appunto nell’ottobre 2013. Grazie ancora a Luca Boschini.

I segreti del Signoraggio: chiediamo all'esperto

"€uroschiavi e Neuroschiavi": intervista all’Avvocato Marco Della Luna




Avvocato Della Luna, ci spieghi che cos’è il signoraggio bancario: il perché viene fatto, i vantaggi o svantaggi che porta e a chi rispettivamente, e in quante forme esiste. 


Marco Della Luna: «Il Signoraggio non va detto “bancario”, ma “monetario”. Il Signoraggio monetario è il potere intrinsecamente sovrano e politico, che può essere detenuto ed esercitato dallo Stato o da un soggetto anche privato – come le banche– di creare dal nulla denaro simbolo – come il denaro che usiamo noi, il quale non ha un valore intrinseco e non è convertibile in oro o in argento – e spenderlo eseguendo pagamenti, comprando beni merci servizi. Il Signoraggio da l’ovvio vantaggio di poter comprare con denaro simbolico prodotto a costo zero, cioè con carta o con impulsi elettronici, beni e servizi prodotti da altri soggetti con lavoro, fatica e impiego di risorse. Il Signoraggio monetario si può realizzare in diversi modi. Io chiamo Signoraggio “primario” quello delle banche centrali di emissione, come la Banca Centrale Europea, la FED (Federal Reserve System, la banca centrale degli Stati Uniti d’America n.d.r.), la Bank of England (banca centrale del Regno Unito n.d.r.), che emettono la valuta legale cioè quella che è riconosciuta ed ha corso legale in base alla legge dello Stato (o degli Stati). Per comprenderlo meglio questo Signoraggio primario, facciamo un esempio che interessa noi cittadini dell’Unione Europea. Ribadisco: il Signoraggio è il profitto che deriva a chi ha il potere di produrre e spendere il denaro in circolazione ed è pari alla differenza tra il “valore nominale” del denaro che viene da lui speso, ed il “costo di produzione” del denaro. Chiarito nuovamente questo, poniamo il caso della produzione di moneta nell’UE. Per una banconota di 100 € il costo di produzione è 2,7 centesimi, il ricavato del Sistema europeo delle banche centrali (SEBC), che vende agli Stati, in cambio di Titoli di Stato, queste banconote, è dunque di circa 99 / 98 €. Più, inoltre, unpiccolo diritto di autore (copyright) per il design dell’Euro, più gli interessi. Questa operazione di vendita che realizza un enorme profitto, perché la banca – come già detto – non compre il denaro con oro – le banconote infatti non sono garantite in oro, non sono convertibili in oro, non costituiscono in alcun modo un debito per le banche, anche se esse le segnano nel passivo del proprio stato patrimoniale – con questo reddito da Signoraggio si attua un enorme e costantetrasferimento di ricchezza, dai produttori di ricchezza (lavoratori, dipendenti, indipendenti, imprenditori), verso i proprietari privati della BCE, ovvero la nostra banca centrale di emissione. Inoltre esiste un altro Signoraggio, che io chiamo Signoraggio“secondario”, che è quello esercitato dallebanche commerciali con l’atto di creare accrediti su conti bancari – accrediti dal nulla, cioè prodotti semplicemente digitando un numero e il simbolo “€”, o di un’altra valuta legale, sul conto corrente – e di usare questo denaro così creato, per eseguire prestiti o pagamenti. Esiste anche il Signoraggio“internazionale”, che è quello esercitato tipicamente dagli Stati Uniti d’America col creare, semplicemente stampandoli o creandoli elettronicamente, Dollari o titoli del debito pubblico americano (il T-Bond) e usandoli per comperare beni o servizi, o anche pagare guerre, effettuare salvataggi bancari in tutto il mondo. Questo Dollaro, questi titoli del debito pubblico americano, sono creazioni puramente simboliche per lo più in forma elettronica, e gli USA impongonoil loro uso come moneta per gli scambi internazionali e come moneta di riserva, soprattutto come moneta per l’acquisto delpetrolio e delle materie prime, lo impongono attraverso la loro forza militare. Quando alcuni Stati hanno minacciato o hanno iniziato a vendere petrolio con una valuta diversa, l’Euro, l’Iraq per intenderci, o hanno minacciato di creare una moneta alternativa al Dollaro per certi scambi internazionali come fece la Libia, gli Stati Uniti attaccano questi Paesi e li invadono militarmente. Col Signoraggio internazionale gli USA possono sostenere un altissimo livello di vita interno, uno standard di vita – un “way of life” – basato sull’importare infinitamente di più di quello che esportano nei campi di beni e servizi reali, perché comperano, ripeto, con semplici pezzi di carta, con semplici impulsi elettronici.» 


Lei nei suoi libri parla di vertici di dominio, appellandoli con il termine evocativo di “Signori”: quasi che avesse un rimando all’antica epoca del Feudalesimo. Chi si nasconde dietro le banche, chi sono in realtà queste elite? 


Marco Della Luna: «I proprietari delle grandi banche mondiali, quelle che contano, si conoscono benissimo. Sono un numero limitato di grandi soggetti, di grandi famiglie, come i Rothschild, i Rockefeller e altri. Non sono per nulla segreti.» 

Parliamo ora della crisi economica che ha avuto inizio nel 2007. Alla luce di quello che ha fin’ora detto, come legge Lei la crisi e quali reali obbiettivi può vedervi dietro? 

Marco Della Luna: «La crisi iniziata nel 2007, o meglio la successioni di crisi che continuano dal 2007 ad oggi e che non accennano a terminare, anche se cambiano forma, è dovuta ad una restrizione della disponibilità di liquidità. Ossia una stretta monetaria eseguita dal cartello mondiale bancario, che ha posto in crisi le economie e le finanze pubbliche di molti Paesi. Il suo scopo, essenzialmente, è quello di concentrare nelle mani di un numero ridotto di persone, o di classi economiche ristrette, grandi quantità di reddito, di ricchezza e di potere, nonché di porre gli Stati in una condizione di soggezione finanziaria – quindi anche politica: ricattabilità! – rispetto al cartello delle grandi banche, dei grandi banchieri internazionali. Anche attraverso il principio imposto della “parità del bilancio” e l’altro principio – sempre imposto – dell’”autonomia e dell’insindacabilità politica” dei banchieri centrali.» 

La nostra odierna società sembra essere tutta basata sull’economia. La politica sembra essere un prolungamento del volere economico che ha dimora nei mercati. Le banche operano anch’esse nei mercati avendo un posto in prima fila e la politica e gli Stati, come detto, sono ligi ai dettami del circuito dei mercati internazionali. Abbiamo così uno schema piramidale che si riassume in Banche – mercati – Stati . Lei può avvalorare questa tesi? E provocatoriamente potrebbe dire che gli Stati sono al servizio delle Banche? 


Marco Della Luna: «Potrei rispondere “Si” ad entrambe le domane. Preciso, però, che l’economia intesa come “Scienza economica” è lo studio di processi, di procedure, di metodi, per l’uso delle risorse: di risorse materiali limitate, o di risorse umane limitate. L’economia intesa, invece, come “Economy”, come attività, come “Wirtschaft”, non come scienza, è l’applicazione di queste tecniche di sfruttamento di risorse limitate per produrre ricchezza. Quindi economia è essenzialmente “strumento”, non è un qualcosa che indichi o costituisca fini e scopi. Certo, pone vincoli, crea incentivi, ma non determina gli scopi, non detta alla politica gli obbiettivi. Esiste sempre il momento politico che detta gli obbiettivi. Per quanto riguarda la seconda domanda, sicuramente oggigiorno gli Stati i governi i parlamenti, essendo brutalmente dipendenti dalla economia finanziaria – quindi dal cartello bancario mondiale – per potersi rifinanziare, per poter collocare titoli del debito pubblico, per mantenere o difendere il loro “rating”, sono fortemente condizionati e non indipendenti rispetto al cartello bancario, a interessi imprenditoriali privati. Quindi gli Stati hanno perso la loro indipendenza, la loro sovranità esterna, in favore di questi gruppi d’interesse che non possiamo chiamare “mercato”. Perché un mercato nelle mani di pochi soggetti che ne determinano gli alti e i bassi, ne determinano i corsi. Manipolando, anche, rating, tassi d’interesse, eccetera: decidendo! Quindi gli Stati rappresentano essenzialmente, oggi, gli interessi dei loro creditori. Rispondono ai loro creditori molto più di quanto rispondono ai loro cittadini. Gli Stati hanno cessato di essere tali, perché sono privi di sovranità e hanno cessato di essere repubbliche perché la repubblica – la “Res publica” – è la cura della cosa pubblica, del popolo, non la cura dell’interesse dei creditori. Noi ci troviamo in una “vacatio”, di mancanza dello Stato, di mancanza di una repubblica. Quelli che si fanno chiamare ancora oggi Stato o repubblica, sono il “front office” di un cartello bancario.» 

In un altro suo importante libro, “Neuroschiavi”, Lei parla di un dominio non soltanto economico, o meglio in ultimo termine economico, ma che ha i suoi inizi in una manipolazione psicologia, politica, religiosa. Ci spieghi, brevemente, questo aspetto. 

Marco Della Luna: «L’uomo per la sua natura, soprattutto nelle prime fasi della vita, è sommamente manipolabile, condizionabile, come individuo. Ciò è anche necessario ai fini di poter realizzare l’educazione dell’uomo e la sua istruzione. Ma durante tutta la sua vita è facilmente manipolabile, l’uomo, e chiede sostanzialmente per il suo benessere di essere guidato, di essere spesso anche protetto dalla percezione della cruda realtà.Esiste una complessa tecnologia con un forte retroterra scientifico di ricerca, che riguarda le tecniche di condizionamento e manipolazione del comportamento umano, individuale e soprattutto collettivo. Ovvero, come indurre con desiderati comportamenti, vuoi politico-elettorali ad esempio, o commerciali cioè di acquisto di beni e servizi, l’uomo alla sottomissione. Queste tecniche sfruttano alcune caratteristiche che spesso l’uomo non è consapevole di avere, sia una personalità che è frammentaria, discontinua nel tempo, priva di coesione, ove si alternano più tosto sub-personalità e altre sub-personalità. Inoltre l’uomo tende ad avere comportamenti molto irrazionali anche in materia economica, dove il pensiero economico tradizionale presuppone che gli uomini si comportino secondo razionalità. Insomma è possibile ed è praticata la profonda manipolazione del comportamento e anche del pensiero, del sentire dell’uomo: si realizza un’”ingegneria sociale”. Si trasformano le abitudini, le aspettative, le pretese dell’uomo. Attraverso la corrente e interminabile crisi, si è riusciti ad abbassare di molto le aspettative dell’uomo circa i propri diritti, le pretese di avere diritti riconosciuti e rispettati, soprattutto nel campo del lavoro, dignità del lavoro, condizioni del lavoro, e della sicurezza, intesa come “sicurezza sociale” e “ordine pubblico”. L’uomo è stato reso più accontentabile, più gestibile.» 


Per quali motivo nessuno sa nulla della tematica del Signoraggio? Perché i grandi mezzi d’informazione e i grandi partiti politici non accennano nulla su questo argomento? 

Marco Della Luna: «Il Signoraggio monetario è una pratica che consente a chi ha il potere di esercitarla di creare dal nulla strumenti monetari con cui compra il frutto del lavoro, del risparmio, della fatica, del rischio degli altri. Dunque è un qualcosa di profondamente ingiusto e di profondamente immorale, da ogni punto di vista, ed è anche illecito. Perciò è necessario che la popolazione non si renda conto che viene fatto, perché altrimenti la popolazione percepirebbe come illegittimo il sistema, tenderebbe a ribellarsi, concepirebbe pretese e diventerebbe meno governabile e meno sfruttabile. Si pensi semplicemente questo: la Banca Centrale Europea, in persona dei suoi due vicepresidenti, nello scorso mese di luglio ha riconosciuto ufficialmente che le banche commerciali private creano moneta e questo è in contrasto con l’articolo 105 del trattato di Trattato di Maastricht – ripreso poi dal Trattato di Lisbona – che riserva al solo Sistema europeo delle banche centrali (SEBC) la facoltà di creare l’Euro. Allora sarebbe necessario e doveroso per legge intervenire e bloccare l’attività delle banche che creano Euro: Euro vero o Euro finto, poi si vedrà. Ma non lo si fa, perché la Banca Centrale Europea, il Sistema europeo delle banche centrali, la Banca d’Italia, sono in mano e controllate da banchieri privati. I partiti politici sono pagati dalla finanza. I giornali, i mezzi d’informazione, vivono di pubblicità e di finanziamenti, quindi nuovamente di grandi industrie e di grande finanza. Con tutto questo, è logico che non diffondano la conoscenza che sarebbe destabilizzante per questo sistema di sfruttamento del corpo sociale da parte di una ristretta élite finanziaria.» 

Quali sarebbero gli effettivi giovamenti che i popoli potrebbero avere dalla fine del sistema del Signoraggio? 

Marco Della Luna: «Se il Signoraggio monetario, oggi privato, venisse trasferito come potere allo Stato ed esso lo usasse per produrre senza indebitarsi – così come fanno le banche – mezzi monetari con cui finanziare investimenti utili al progresso all’occupazione e allo sviluppo economico, avremo nel breve tempo un forte e rapido miglioramento di tutti i parametri economici e del benessere sociale. Ma anche semplicemente se tassassimo il Signoraggio privato realizzato dalle banche, avremo una disponibilità immensa di fondi per il settore pubblico e molto altro. Però, se noi facciamo ripartire l’economia su scala globale, cioè se rovesciamo il processo di recessione e rilanciamo la produzione e i consumi, con ciò stesso, rilanciamo il consumo e l’esaurimento delle risorse naturali disponibili, che in parte sono già prossime al limite. Rilanciamo il processo d’inquinamento e di deterioramento ambientale, quindi arriveremo in breve tempo ad una situazione che da un lato vedrebbe guerre su ogni fronte per contendersi le ultime riserve di materie prime in esaurimento e dall’altro lato vedrebbe una catastrofe ecologica che maturerebbe in breve tempo.» 

Che cosa possono fare i popoli per liberarsi da questo giogo del Signoraggio? Come possono risvegliarsi le genti? 

Marco Della Luna: «I popoli, le genti e le masse, sono sempre stati e sempre saranno passivi. Non hanno mai avuto la capacità di prendere iniziativa, appunto come “popoli”. Ricevono impulsi dall’alto e possono venire usati come “masse d’urto” in determinate circostanze. Di più non possono fare.» 

mercoledì 19 ottobre 2016

Benessere con la respirazione diaframmatica

La Respirazione è il nostro principale motore per poter vivere e per chi non lo sapesse anche la nostra più efficace cura di bellezza. Fondamentale in questa azione vitale è il diaframma, il suo corretto uso migliora le nostre prestazioni fisiche e di conseguenza anche il nostro aspetto esteriore.Il diaframma è un muscolo situato tra la 2° e la 4° vertebra lombare, le ultime sei costole, lo sterno e il muscolo traverso dell’addome. Quando si abbassa, espande la cavità toracica permettendo ai polmoni un pieno completo di ossigeno; risalendo, aiuta i polmoni nello svuotamento dell’anidride carbonica.

Come respirare bene, i benefici

La respirazione stimola il metabolismo, rafforza il sistema immunitario e tonifica i muscoli, contribuisce in sostanza alla trasformazione dell’ossigeno in un “carburante” in grado di metabolizzare grassi, proteine e carboidrati.
Quando la respirazione è disfunzionale si introduce meno ossigeno del necessario, con un consequenziale rallentamento del metabolismo che espone al rischio di aumento di peso, in particolare nella zona addominale, ha inoltre inserzioni lombari e con la sua azione, se non è libera e corretta può essere causa di dolori cervicali.
Troppo spesso sottovalutiamo l’importanza di una corretta respirazione: esiste infatti una profonda sinergia tra l’attività cardiaca e quella respiratoria.
Respirare bene ci permette di essere più lucidi nei momenti importanti della nostra vita e in un certo senso di averne un controllo maggiore evitando momenti di panico o di confusione indesiderati e di cui potremmo pentirci.
La respirazione va eseguita sempre col naso: è sbagliatissimo inspirare con la bocca in quanto l’aria entra diretta in gola, fredda e secca senza essere scaldata, umidificata e purificata come avviene nel naso. Anche l’espirazione è consigliabile eseguirla con il naso, la bocca in sostanza non serve per respirare. I casi in cui l’espirazione dalla bocca può risultare utile sono in momenti di ansia, per scaricare la tensione: un bel respiro profondo in questi casi può spezzare il circolo vizioso.

I benefici di una respirazione corretta

Respirare nel modo corretto è una delle priorità dell’uomo moderno: tutti sanno respirare, altrimenti saremmo molti meno di 7 miliardi, ma in pochi lo sanno fare bene. Quali vantaggi hanno quindi le persone che respirano bene rispetto a chi respira male?
  • Una mente più tranquilla
  • Un livello di stress più basso con una migliore gestione dello stesso
  • Una postura più corretta
  • Una migliore presenza fisica e un linguaggio del corpo più positivo
  • Più sicurezza e più lucidità nel prendere le decisioni
  • Maggior controllo

Come respirare bene, la procedura

Sdraiatevi supini, gambe piegate, rilassatevi e cominciate a respirare…
Poi mettete una mano sulla pancia e una sul petto; cercate di inspirare con il naso gonfiando solo la pancia, lasciando fermo il torace; poi espirate con la bocca aperta, sgonfiando la pancia.
L’utilizzo delle due mani serve per prendere coscienza del movimento e capire se state lavorando con la pancia o se state facendo intervenire le coste durante la respirazione.
L’aria deve uscire dalla bocca in maniera naturale, come se fosse un sospiro di sollievo.
Attenzione a non forzare la respirazione perché potreste andare incontro a iperventilazione ed avvertire giramenti di testa; in questo caso fermatevi e ricominciate piano piano.
Gli esercizi per imparare a respirare bene
Ogni 31 minuti bisogna fare un respiro profondo con pancia, petto, coste, scapole e diaframma, in pratica un respiro completo. Per poter eseguire questo genere di respirazione bisogna fare pratica e difficilmente riuscirete fin da subito, ma con calma e seguendo gli esercizi che vi elencherò tra poco, raggiungerete il vostro obiettivo in scioltezza.
Il primo obiettivo che andremo a raggiungere sarà quello di sbloccare il vostro respiro, ricordare alla vostra mente dell’esistenza di un muscolo importantissimo quale il diaframma.
Sdraiatevi su un tappetino, di quelli classici per fare gli esercizi, mettetevi il più comodi possibile cercando di evitare le tensioni sulla colonna vertebrale. Gli esercizi che troverete sotto utilizzano una posizione di partenza comune: sdraiati, una mano sulla pancia e l’altra sul petto. Infine l’espirazione non deve essere forzata.

Esercizio n. 1

Con una mano sulla pancia e l’altra sul petto cercate di portare l’aria che inspirate verso la prima mantenendo ferma la seconda: riuscendo a gonfiare la pancia sappiate che state utilizzando il diaframma; il fatto di riuscire anche a mantenere ferma la mano sul petto significa anche che nella vostra respirazione non coinvolge più i muscoli del petto. eseguite almeno 20 respirazioni.

Esercizio n. 2

Cercate di gonfiare il petto in inspirazione, mantenendo ferma la mano sulla pancia. Eseguite 10 respirazioni.

Esercizio n. 3

Alternate l’esercizio numero 1 con l’esercizio numero 2 per 10 ripetizioni.

Esercizio n. 4

Dopo qualche settimana di esercizi dovreste avere una migliore padronanza della vostra respirazione e sarete sicuramente in grado di eseguire gli esercizi svolti in precedenza anche in posizione seduta o in piedi.

Esercizio n. 5

Respirate con la pancia, gonfiatela tutta e concludete la fase di inspirazione gonfiando anche il petto. Espirate tutto insieme.

Esercizio n. 6

Respirate con il petto, gonfiatelo completamente e aggiungete l’inspirazione completa di pancia. Espirate tutto assieme.

Esercizio n. 7

Esiste per i più bravi la possibilità di scomporre anche la fase di espirazione come quella di inspirazione ed eseguirle assieme.

Esercizio n. 8

Una volta ottenuta una certa padronanza con la respirazione e le sue fasi, possiamo azzardare con un esercizio più complicato: inspirare con la pancia ma tirandola in dentro, espirando buttandola in fuori; l’esercizio simula una respirazione inversa e va eseguito poche volta, ad esempio 5; è molto utile per prendere maggiore consapevolezza e propriocezione dell’atto respiratorio.

Esistono altri esercizi?

Gli esercizi che vi ho riportato sono molto utili per ottenere una corretta respirazione, ma in alcuni casi potrebbero non bastare: la respirazione è un qualche cosa di molto complesso e coinvolge molte più parti del corpo (come muscoli e ossa) di quelle che di norma si potrebbe pensare. In alcuni casi infatti la respirazione migliora, ma la persona nota sempre la presenza di qualcosa che blocca il respiro, che costringe e non permette la completa libertà del respiro.
Non disperate, esistono molti altri esercizi più specifici e che necessitano però della presenza di un postural trainer e/ chinesiologo (laureato in scienza motorie) e che non possono essere spiegati in questa sede. Lo stesso vale nel caso in cui vogliate proseguire il vostro percorso migliorando ancora di più la vostra respirazione che nonostante la bontà degli esercizi che avete appena eseguito, può diventare ancora più profonda, bassa e rilassante.

lunedì 17 ottobre 2016

I rapporti affettivi karmici nella nostra vita

Il Karma, concetto base dell’Induismo, altro non è che la legge universale di causa ed effetto applicata in senso spirituale, concetto alla base della reincarnazione, di cui rappresenta il fattore essenziale.
Spesso viene erroneamente considerata come una legge deterministica che induce al fatalismo e alla rassegnazione, ma in realtà il Karma dipende da noi, dalle nostre scelte, e può ovviamente cambiare nel tempo secondo il principio “ciò che si semina si raccoglie”. 




Quali sono i rapporti affettivi karmici nella nostra vita?

A questa domanda rispondiamo in maniera semplice: tutti quanti. Occorre capire che il termine sanscrito “karma” indica il riassunto delle nostre azioni nei confronti di noi stessi, degli altri e dell’umanità, nel corso della vita attuale e tutte quelle passate.
Il riassunto delle azioni e dei semi che abbiamo piantato nel tempo non conoscono moralità. Ovvero le parole “buon karma” o “cattivo karma” non hanno senso, poiché il senso del buono e del cattivo, così come del giusto e dello sbagliato non fanno parte intrinsecamente della natura e della Legge di Causa ed Effetto.

Un karma può essere pesante da sopportare, da vivere e da sciogliere, oppure ricolmo di effetti positivi che “facilitano” la nostra vita poiché siamo stati dei bravi seminatori nel settore relazionale e dei rapporti con gli altri. Ognuno raccoglie ciò che semina! Il tempo della raccolta varia a seconda del livello evolutivo individuale. In ogni caso non esiste un giudizio esterno che condanna il karma negativo ed elogia quello positivo, poiché ognuno è artefice e giudice del suo operato nel grande gioco della vita.


Fatta questa importante premessa, anche se troppo velocemente per necessità di discorso, possiamo penetrare nel cuore della nostra domanda fondamentale.
Ogni relazione che viviamo è generata dal nostro stesso karma. Tutto è relazione nella nostra vita! Le possiamo suddividere in;

  1. genitoriali, di clan familiare e di parentele
  2. amicali e di gruppo
  3. sentimentali e di rapporto intimo
  4. genitoriali in senso attivo (ovvero i nostri figli)

Praticamente, tutto ciò che fa parte della nostra vita, in quanto rapporti, è generato da noi stessi. I genitori da cui siamo nati in questa vita li abbiamo “scelti” in una fase di pre-incarnazione, precedentemente alla nascita fisica. Scegliamo certi genitori piuttosto che altri, per una necessità karmica di “relazione” con tali individui. Da essi si deve “sciogliere” qualcosa di rimasto in sospeso e generare qualcos’altro che ne risolva il rapporto. In realtà scegliamo l’intero clan familiare in cui nascere, poiché esso si configura come un perfetto strumento per vivere il nostro karma individuale, reincontrare tutti coloro con cui abbiamo un “sospeso karmico” e tentare di scioglierlo.


Anche gli amici, quelli più importanti della nostra vita, fanno parte di una necessità karmica di incontro sincronico. Gli amici più cari, in particolare, rappresentano le anime con cui abbiamo passato più tempo e fatto più esperienze. Coloro che ci conoscono meglio poiché abbiamo un’affinità talmente grande che non è frutto semplicemente di una sola esistenza. Occorre sapere inoltre, che si rinasce come “amici nel cuore” solo dopo aver passato esistenze a stretto contatto: come genitori l’uno dell’altro ad esempio, partners, ecc.

Generalmente possiamo affermare che se un amico particolarmente importante ci fa soffrire attraverso le sue azioni e parole, creandoci un grande disagio e una forte rottura, possiamo stare sicuri che siamo davanti ad una «prova karmica». Ovvero ciò che ci sta accadendo in prima persona è una specie di “risarcimento danni” che stiamo pagando per il karma pesante che abbiamo generato con tale individuo nelle scorse esistenze.

Anche quando diventiamo genitori, i figli che ci “scelgono” li conosciamo già! Non ci si può incontrare e conoscere “per caso”, perché nell’universo non esiste il caso! Molte coppie cercano figli ma essi non arrivano. Tentano in tutti i modi ma i figli non nascono naturalmente. Altre coppie che non vorrebbero figli e si impegnano a non crearne, si ritrovano con dei bambini che considerano “non-cercati”, o “non-voluti”. Innanzitutto questo ci spiega che sono i figli che scelgono i genitori e non viceversa. Poiché è l’Anima a scegliere da chi nascere.

In secondo luogo possiamo dire che, anche coloro che affermano che hanno avuto bambini non desiderati, si stanno sbagliando. Ripeto, nell’universo non esiste il caso! Anche in questo caso siamo davanti ad un karma da sciogliere, poiché è la Legge del Karma che permette alla coscienza di continuare a fare esperienze seguendo un «percorso evolutivo», ovvero che tra gli eventi e le esperienze fatte di vita in vita, ci sia un filo conduttore che unisce in sé le cause e gli effetti per determinare una crescita. Ed è proprio grazie a questa legge che questo figlio/a adesso è in contatto con questi genitori e può ricominciare un rapporto dove sia possibile, nel tempo, comprendere le proprie mancanze, conoscere davvero l’altro, capire “che cosa” l’altro sta insegnando in questa vita, e lasciar che la “lezione” si fissi dentro di sé in maniera stabile.

Nelle relazioni affettive, anche per quanto riguarda rapporti fulminei (di brevissima durata), o relazioni più durature (di svariate decine d’anni), vale sempre la stessa Legge.
Noi incontriamo sempre noi stessi!
Chi è l’altro? Sei tu! È il tuo karma che ti viene a trovare, o che hai cercato consapevolmente o no!

Nel corso delle nostre esistenze abbiamo incontrato e amato innumerevoli esseri e abbiamo generato rapporti e linee karmiche relazionali che vanno avanti da secoli. Quelle più complesse da sciogliere sono quelle dove ci sono stati forti violenze nelle vite passate (omicidi, rabbia, violenza, schiavitù, ecc.). Normalmente ci si rincontra per “vendetta”. La coscienza ancora ragiona, nella sua lentezza evolutiva, con la vecchia legge del taglione «occhio per occhio, dente per dente». Pertanto, passata l’attrazione magnetica (innamoramento o infatuazione) che serve per far avvicinare due individui, possono iniziare tutta una sorta di complessi problemi relazionali che in genere fanno soffrire molto più un membro della coppia che l’altro. Anche in questo caso, siamo davanti a risarcimenti karmici.

Quando ci si incontra ed è “Amore a Prima Vista”, siamo davanti ad un altro chiaro esempio di amore karmico che ritorna e porta i frutti delle vite precedenti. Nel senso che i due individui sono già amanti e conoscenti da tempo immemore, pertanto riescono ad essere intimi con grande facilità e sentono di conoscere l’altro ancor prima di relazionarcisi. Questa relazione affettiva può essere di lunga durata o destinata a terminare una volta che si è sciolto un karma particolare. Normalmente ce se ne accorge se, dopo un numero limitato di anni, o ancor prima, da quel grande amore iniziale, i conflitti e le difficoltà che emergono superano di gran lunga la possibilità della coppia di analizzare gli eventi e uscirne con consapevolezza ed evoluzione. Se la relazione finisce inesorabilmente, l’auspicio è quello che uno o entrambi i partner si impegnino a “chiuderla” con amore, perdono, comprensione amorevole, leggerezza e gratitudine per il tempo passato insieme. Il rischio è quello di rincontrarsi ancora nelle vite successive e ripetere schemi non superati!

Se la relazione procede avanti con grande forza, energia, volontà, intelligenza, amore sentimentale, rispetto, autostima e grande PROGETTUALITA’, allora siamo davanti a due esseri che hanno lavorato molto, nelle vite precedenti, per poter stare insieme e collaborare, risolvendo i problemi man mano che si presentano, uno ad uno, insieme. Oltre a possedere una grande affinità fisica, emotiva e mentale, hanno la possibilità di «riprendere la relazione laddove era finita nella vita precedente» e saper migliorare ciò che non è andato a buon fine,  rafforzare la loro unione e portare avanti gli importanti progetti che fanno parte sia del loro karma individuale, sia del loro karma di coppia.

Il tema dell’Amore karmico è un tema immenso e merita un’intera trattazione. Forse non basta neanche un libro, ma occorre un’enciclopedia intera per spiegare le sue dinamiche.

In ultimo, sempre per riassumere e sintetizzare, ricordiamoci che noi creiamo il nostro karma a partire dalle nostre scelte quotidiane di “come siamo”, “come ci comportiamo”, “che cosa diciamo”. Tutto ti torna indietro come un boomerang, poiché facciamo parte di un unico organismo, e se scelgo di mentire all’altro, sto mentendo a me stesso. Una volta compreso questo, il mio consiglio, è quello di impegnarsi ogni giorno a migliorare con amore, gentilezza, discernimento, libertà e molta intelligenza, le proprie relazioni. Portare “pace” laddove manca, portare comprensione laddove è carente, portare “scioglimento” e chiusura dove il passato è diventato una forte ancora che impedisce al presente di fluire con la forza dell’oceano.

Oh, vogliate perdonarmi per la mia sintesi non troppo esaustiva, ma il mio augurio è che queste parole siamo come “semi” che possano trovare un terreno mentale ed emotivo fertile per poter germogliare e portare maggiore consapevolezza e la certezza che siamo tutti uniti, che ci conosciamo eternamente e che, grazie all’Amore e la Consapevolezza, liberiamo noi stessi e gli altri, e andiamo verso la Gioia.


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