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venerdì 31 luglio 2015

IMMORTALI !



Un biologo non muore mai. Cessa l'omeostasi.

Un chimico non muore mai. Raggiunge l'equilibrio.

Un fisico non muore mai. Aumenta l'entropia.

Un matematico non muore mai. Raggiunge il limite di funzione.

Un informatico non muore mai. Arresta il sistema.

Un ingegnere non muore mai. Obsolesce.

Un biotecnologo non muore mai. Ricombina.

Un geologo non muore mai. Entra nel ciclo del carbonio.

Un astronomo non muore mai. Collassa e degenera.

Un guaritore orientale pranico non muore mai. E puoi intraprendere il suo percorso di illuminazione e salute iniziando a frequentare i suoi corsi speciali da 500 € a lezione, ma non puoi vedere cosa fa dietro la sua tenda.

Uno scettico non muore mai. Non ci credi.

Un agronomo non muore mai. Crea compost.

Un ecologista non muore mai. Si trasforma.

Una presentazione power point di laurea in comic sans non muore mai. Purtroppo.

Un enologo non muore mai. Non prima di 100 anni.

Un filosofo non muore mai. Diviene ideale.

Un platonico non muore mai. Raggiunge il mondo delle idee.

Uno stoico non muore mai. Può riposarsi.

Un epicureo non muore. Se ne va così come è giunto.

Un cinico schiatta e basta. È la natura.

Un sofista non muore mai. Finché vive.

Un transumanista non muore mai. Aggiorna.

Un empirista non muore mai finché non lo vedi.

Un positivista non muore mai. MAI.

Un induttivista non muore mai. Prima del giorno del ringraziamento.

Un illuminista non muore mai. Il suo sapere si sviluppa nei posteri.

Un botanico non muore mai. Germoglia.

Un economista non muore mai. Va in default.

Un omeopata non muore mai. Si diluisce.

Uno psicologo non muore mai. Libera la mente.

Un fisioterapista non muore mai. Si irrigidisce.

Un letterato non muore mai. Va tra la perduta gente.

Un grammatico in nessun caso schiatta, bensì perisce.

Un logico mai muore.

Un architetto non muore mai. Entra in un locale innovativo 2x0,5.

Un latinista non muore mai. Ma se ne ricorda.

Un radiologo non muore mai. Decade.

Un medico non muore mai. Mangia mele.

Un chirurgo non muore mai. Fa segnare l'ora.

Un infermiere non muore mai. Pazienta.

Un farmacista non muore mai. Scade.

Un nutrizionista non muore mai. Annulla l'importo calorico.

Un dietista non muore mai. Va di inedia.

Un biochimico non muore mai. Necrotizza.

Un logopedista non muore mai. Tace.

Un pedagogo non muore mai. Insegna a concludere.

Uno storico non muore mai. Diventa una fonte.

DA: pagina facebook "Italia Unita per la Scienza"

Tutto il corpo è mente

foto: linguaggionaturale.wordpress.com
Meraviglioso, ogni nostra singola cellula, persino quella sulla punta dell’alluce destro è mente, ricordo, intelligenza, elaborazione. Il Cervello è soltanto un sistema operativo, un hardware, un “viscere curioso”, come si dice in Medicina Tradizionale Cinese. Il Cervello infatti non viene ritenuto un organo fondamentale, non fa parte dei 5 organi vitali: fegato, reni, milza, polmoni e cuore. E’ un viscere, come il nostro intestino, il nostro secondo cervello.

Ora, anche per la nostra scienza moderna
“La Mente è Consapevolezza di esistere in un contesto”

“La Mente è ricordo, memoria, ma anche pensiero critico, ideazione, immaginazione, intuizione, desiderio, impulso, sentimento, responsabilità, senso morale, volontà, vigile attenzione, concentrazione, auto-coscienza, conoscenza, in una parola: Consapevolezza”.
Un computer non ha quella che i greci chiamavano Psiché. Simpatico sapere che letteralmente la parola psichè significa “Farfalla”. E’ quell’Animos, quel Vento energizzante, quel Soffio Vitale, simile al battito di ali di una ‘farfalla’, che ci rende vivi.

E allora: Dov’è la Mente?

Se vi chiedessi di riportare alla mente un ricordo qualsiasi, bello o brutto che sia, che cosa vi accade?
Provate a ricordare un qualcosa di forte, inciso nel vostro animo e nella vostra memoria. Purtroppo, vi avviso, un tale esperimento riesce meglio nell’affrontare un evento brutto, drammatico, della nostra vita. Benvenga, sono ricordi che spesso si annodano nel corpo e diventano un grumo di muscoli e tendini duri più dell’acciaio. Scioglieteli, scioglietevi.

Orbene, ogni parte del corpo vi manderà una sensazione: “le orecchie mi fischiavano, mi si stringeva il petto, avevo il cuore in gola, gli occhi mi bruciavano, avevo la bocca secca, sentivo un gran calore qui allo stomaco, mi stavo pisciando sotto, avevo il prurito per tutto il corpo, avevo tutto il peso del mondo sulle spalle...”
E il nostro cervello elabora istantaneamente tutti questi pezzi e li trasforma in un ricordo complesso, tridimensionale, quasi reale.
A volte siamo in grado di condividere quello stesso ricordo anche senza dire parole. Vi è mai capitato di sentirvi dire o di dire “Non ho parole”? Allora sapete bene quanto possono essere cariche di significato, che tipo di empatia possono creare in un rapporto quantistico.
Qualcuno mi ha detto: “Ma lo capisce solo chi ci è già passato”. Forse è vero, la solita storia della capriola.

Vi è mai capitato che un cane vi attraversi la strada mentre siete in macchina? O qualcuno che rispetta lo stop? Si reagisce in un istante, facendo un ragionamento così complesso che poi per raccontarlo con tutti i dettagli del caso ci si mette mezz’ora. Eppure la analisi del caso, la ricerca di una soluzione e la seguente reazione sono stata istantanee. “Corpo che pensa, mente che danza”, così si dice tra artisti marziali.
Nel Tai Ji Quan infatti, una delle arti più antiche, questa si chiama “Intelligenza del Corpo”. Si insegna che per renderla intelligente la prima cosa da fare è cercare conoscerla, praticarla, con semplicità, partendo da un primo singolo passo. Tanto basta per essere sulla Via del Tao.
Però anche i nostri avi greci dicevamo la stessa cosa, sul frontone del Tempio di Delfi avevano scritto: “Gnosi Teautòn”, ovvero: “Conosci te stesso”. E per conoscersi basta partire dalla propria colonna vertebrale, il nostro asse centrale, dalle articolazioni, le nove perle, dal misconosciuto muscolo Psoas, quell’imbracatura che ci sorregge dritti e ci fa camminare. Conoscersi in ogni singolo tendine, esserne consapevoli, vuol dire diventare intelligenti.

Facciamo un esempio: Io cammino…. (L’istruttore comincia a camminare fluidamente avanti e indietro)
Camminare, aprire una porta, richiuderla, è un movimento che facciamo ogni giorno, vi viene semplice, naturale, eppure nemmeno i robot più all’avanguardia riescono a farlo con la nostra grazie. Se solo pensiamo a cosa stiamo facendo cominciamo a camminare così: (L’istruttore mima una marionetta).
Io cammino, apro una porta, entro, la richiudo. (L’istruttore mima). Notate quanto sia movimento complesso, che per compierlo ci vuole una intelligenza a parte, quella del corpo. Noi lo abbiamo imparato da bimbi per imitazione, per gioco, guardando i nostri genitori, arieccoci ai mirror neurons, di nuovo a quel che ci dicevano i vecchi contadini: “Guarda e copia.”

Quindi: dove è la mente. I vari esperimenti di N.D.E., New Death Experience, nei casi di coma reversibile, hanno portato Van Lommed nel 2001 a dichiarare: “Tali fenomeni possono essere spiegati solo assumendo che la Coscienza non sia un fenomeno della attività cerebrale.”
La conclusione della scienza oggi appare semplice:
“Accanto al cervello biologico esiste un cervello elettro-magnetico-quantistico”.
D’altra parte la elaborazione istantanea di 10 alla 18esima reazioni metaboliche al secondo presuppone sicuramente un livello cerebrale superiore.
Il Biofisico Popp dice che “Tali fenomeni possono essere spiegati solo attribuendo una funzione ai fotoni.”
Anche il nostro Premio Nobel Rubbia è della stessa opinione: “Non si può credere che tutto questa attività sia possibile solo con il nostro sistema neuronale.”
Esiste una Mente Olografica.



CAP.5 - LA MENTE OLOGRAFICA

Per spiegarlo occorre prima dire che cosa è una olografia. Sia chiaro: non sono un fisico, faccio quello che posso da semplice farmacista.
Se si fotografa una mela con un raggio laser ottengo una lastra fotografica piena di strani sgrani scarabocchi che non si capisce niente, sembra uno di quei codici che vediamo sulle confezioni dei detersivi. Ma se si colpisce la lastra con un raggio laser si ottiene una immagine tridimensionale quasi reale, che ci si può persino giraci intorno. Se si fotografa una mela si ha la olografia della mela.

Il bello è che se tagliassi la lastra a metà e la colpissi con il raggio laser, non si vedrebbe una mezza mela, ma la mela intera. Chiedetemi: “Se la facessimo in mille pezzi?” Vi rispondo: non apparirebbe un millesimo di mela, ma la mela intera. Tutto ciò è stupendo, perché dimostra quel che dicevano anche gli antichi saggi: “Una parte contiene il tutto”, scommetto che di olografia non avevano nemmeno idea.
Ovviamente noi sappiamo che memorizzare i dati in questo modo occupa il minimo della cash, in una schedina grande mezza unghia siamo capaci di memorizzare 32MB di video, files, musica e foto.
La nostra memoria è olografica, il cervello lavora con ologrammi, solo così è possibile spiegare la velocità di elaborazione delle nostre sensazioni e dei nostri ricordi, valutare il più e il meno, prendere una saggia decisione, agire istantaneamente, utilizzare l’intuizione. Al di là della velocità della luce. Altro che onde elettro-magnetiche! Qui siamo veramente ad un altro livello, ad un livello quantico, fatto di fotoni e di stringhe.

Sappiamo che due fotoni che entrano in contatto tra loro ne mantengono memoria. Se in laboratorio si fanno scontrare due fotoni, questi assumono una direzione di spin contraria. Se poi si interpone una lastra polarizzata e lo spin del primo cambia, cambia pure quello dell’altro. Cosa avviene?
Gli scienziati Americani hanno portato uno dei due fotoni in Giappone. Quando hanno mutato lo spin del primo, istantaneamente, è mutato anche lo spin dell’altro. Conclusione: “La velocità della luce non c’entra niente”. Forse c’è veramente una galleria sotterranea che non conosce materia, la ministra Gelmini è un genio quantico!
Gli scienziati Russi hanno preso una ventina di coniglie gravide, le hanno messe su una nave e le hanno lasciate partorire. Poi hanno preso i cuccioletti e con un sottomarino li hanno portati lontano, tanto da poter misurare il rapporto tempo/spazio. Ogni volta che uccidevano un coniglietto, istantaneamente, ovvero nello stesso istante, la mamma sulla nave stava molto male.

Mia madre stava a seimila chilometri di distanza, forse era fuggita con papà in una capanna su una spiaggia della Tailanda, forse lo sentiva già, come fanno i fotoni. Ci vollero sette giorni per rintracciarli, mettemmo di mezzo il consolato. Ci raccontò che nell’istante in cui mio fratello Paolo moriva lei era stata colta da grave malore. Papà confermava. Perché. Che cosa accade. Cosa accade quando due gemelli si mettono in contatto come in una relazione telepatica.
La scienza sta cercando risposta. La telepatia e il teletrasporto non sono più mistero e tabù. Sarebbe bello comunicare con un pianeta lontano nel cosmo in maniera istantanea. Per Telecom e Google sarebbe un bell’affare proporre una comunicazione immediata e a costo zero.

Fatto sta che la mente comunica non solo con reazioni enzimatiche, onde elettromagnetiche, come abbiamo visto finora, ma anche per messaggi olografici. Un livello non esclude l’altro, anzi, sono tra loro interconnessi, anzi, se non c’è connessione, se non c’è bio-risonanza l’olografia non parte, o non arriva, o non viene riconosciuta.
Occorre stabilire Bio-Risonanza. Di Risonanza parla uno scienziato cinese nel 100 a.c. Notò che in una stanza di strumenti a corda se faceva vibrare su un solo strumento una nota, ad esempio un ‘La’, tutti gli altri entravano in risonanza ed esprimevano il loro ‘La’. Immaginate allora quale concerto possa realizzarsi con miliardi di strumenti quanti sono le nostre cellule vibranti, una sinfonia che non ha pari, specie se entra in risonanza con la terra, il cielo e gli altri. Mi fa pensare a quella musica celeste che qualcuno sente al suo primo bacio inamorato. (Non è un errore, intendo proprio “in-amore”)

Ora ritorniamo un attimo al nostro esempio del Cupolone di San Pietro: in ogni nostro atomo c’è vuoto e vibrazione, massa ed energia. Se riducessimo il nostro corpo in massa sarebbe non più grande di un pisello. In effetti siamo fatti di aria e di acqua.
Non capisco perché sia così difficile da comprendere. Per l’aria ok, può sembrare complicato accettare che siamo come Perelà fatti di fumo, ma per quanto riguarda l’acqua sin da ragazzi diciamo che siamo fatti di 70-80% di acqua. Eppure dentro di noi ci comportiamo come se fossimo fatti di ghiaccio, rigidi, duri, freddi. Ecco il trucco: sciogliere il ghiaccio interno in acqua. Se lo riscaldiamo mentalmente e lo trasformiamo in acqua ci sentiamo rilassati, con le spalle basse, sciogliamo ogni nodo e tensione, lasciamo che l’acqua scorre nel tubo senza strozzature, e raggiunga ogni parte del nostro corpo, fin giù all’alluce destro.

Ok. Si dice: “Siamo fatti per il 90 per cento di Acqua”. Ma non è vero, è una menzogna. Questo è uno scop. “Signore e Signori, ecco la verità: Siamo fatti di mare.”
Cito una stupenda immagine di Italo Calvino: “E quando riuscii a trattenere un po’ di mare dentro me iniziai a camminare sulla terra.”
L’acqua di mare desanilizzata ha la composizione chimica del nostro plasma. Non siamo Acqua, siamo Acqua e Sali, siamo mare. E in questo mare immaginiamo nuotino tutte le nostre cellule, che poi al loro interno hanno un altro mare che si chiama protoplasma. Questo strato di mare viene chiamato “tessuto connettivo lasso”, o “matrice”.
Vi è mai capitato di fare un bagno in mare e incontrare ad un certo punto una corrente più fredda e veloce? Ecco, pressappoco potete immaginare che quella corrente al nostro interno sia un meridiano di agopuntura nella Medicina Tradizionale Cinese.

Per riuscire a trasformare il nostro ghiaccio in acqua, e poi in aria, ci sono molti strumenti, ad esempio Qi Cong, Tai Ji Quan, Baguà, Yoga, Omeopatia, Omotossicologia, Floriterapia, Reiki e via continuando.
Per noi farmacisti non è assolutamente necessario conoscerli tutti, ne basta uno, ma occorre conoscere i principi, che poi sorreggono qualsiasi arte. Non è nemmeno importante che il farmacista li proponga, ma almeno sappia di cosa si sta parlando e se richiesto poter dare una risposta professionale.
A proposito: io non sopporto più tormentoni come “Medicina Alternativa”, “Effetto Placebo”, “Omeopatia: Acqua fresca”, perché sono antistorici e ascientifici, assolutamente obsoleti, roba da medioevo.

Occorre finalmente comprendere che il paziente è parte strutturale-organica, ma anche mentale, psichica, energetica, e che questi livelli sono interconnessi, che il nostro primo compito è ristabilire tra loro risonanza. Altrimenti l’immagine olografica di guarigione, la ippocratica “Vis medicatrix naturae”, non si può esprimere e viene bloccata provocando malattia.
Di conseguenza a ciò appare lapalissiano che il nostro intervento professionale di farmacisti appartiene sempre, volenti e nolenti, ad un Sistema Integrato di Salute. Ogni nostro gesto, sguardo, parola emette un messaggio elettro-magnetico. E’stato dimostrato che il nostro cuore emette fino a tre metri un’onda di ampiezza sessanta volte maggiore di quella del cervello. E’ questione di feeling!


mercoledì 29 luglio 2015

Depurare il fegato per riattivare i circuiti energetici

foto da: esseresani.pianetadonna.it

Ho dedicato molti articoli al fegato e alla sua importanza per la salute. Voglio condividere qui perché il tuo corpo-mente potrà trarre enormi benefici dal lavaggio epatico dando consigli pratici da svolgere autonomamente.

I calcoli biliari nel fegato possono costituire l’ostacolo maggiore al raggiungimento e al mantenimento di buona salute, giovinezza e vitalità; e possono in effetti essere uno dei motivi principali per cui le persone si ammalano e fanno fatica a riprendersi dalle malattie.



I SEGNI DI UN FEGATO DA CURARE

“A differenza per esempio dello stomaco, il fegato non ti dice mai direttamente se è indisposto o se ha bisogno di attenzioni particolari. Ti comunica però indirettamente quando comincia a funzionare di meno. Le seguenti condizioni sono collegate ad una funzione epatica insufficiente: irritazione cutanea, vista debole, movimentiintestinali poco sani, ciclo mestruale irregolare, mal di testa ricorrente, inspiegabile aumento di peso, perdita di energia, invecchiamento improvviso, elevati livelli di colesterolo, allergie di ogni genere, costrizione dei vasi sanguigni, addome gonfio, ritenzione di liquidi, disturbi gastrointestinali, difficoltà respiratorie, memoria e concentrazione scarse, dolori nelle articolazioni o in altre parti del corpo, fragilità ossea e qualsiasi altra patologia grave comecardiopatia, cancro, sclerosi multipla, diabete o morbo di Alzheimer.”  Andreas Moritz esperto di medicina naturale, ayurveda, shiatsu, iridologia e medicina vibrazionale.

GUARIRE IL FEGATO CON IL LAVAGGIO EPATICO

Moritz nel suo libro con 1 milione di compie vendute in tutto il mondo, Guarire il Fegato con il Lavaggio Epatico, afferma: “Il lavaggio epatico di cui stiamo parlando è un metodo fai da te semplice, sicuro e indolore per espellere i calcoli sia dal fegato che dalla cistifellea usando succo di mela (o acido malico), olio d’oliva, succo di limone e sale di epsom. Il vero e proprio lavaggio epatico ha luogo in meno diquattordici ore e può essere fatto comodamente a casa nel fine settimana… Pur essendo una procedura molto semplice, è importante capire il processo e seguire minuziosamente le istruzioni.” Nel libro troverete le indicazioni precise da seguire per effettuare la disintossicazione. I sali di epsom potete acquistarli in farmacia oppure online.

I CALCOLI BILIARI E LA LONGEVITA’

Molte persone sono convinte che i calcoli biliari si trovino solo nella cistifellea. È una supposizione comune, ma sbagliata: la maggior parte dei calcoli biliari in realtà si forma nel fegato, mentre quelli nella colecisti sono relativamente pochi. Potete verificare facilmente questa affermazione sottoponendovi a un lavaggio epatico. Poco importa se siete non addetti ai lavori, medici, scienziati o persone a cui è stata asportata la cistifellea e si ritengono quindi prive di calcoli: i risultati del lavaggio epatico parlano da soli. Non c’è prova scientifica o spiegazione medica che possa aumentare la validità del lavaggio epatico. Quando vedrete centinaia di calcoli biliari verdi, beige, marroni o neri galleggiare nel water durante il vostro primo lavaggio epatico, saprete intuitivamente di stare facendo qualcosa di estremamente importante per la vostra vita.

RIATTIVAZIONE DEI CIRCUITI ENERGETICI

La depurazione del fegato elimina migliaia di particelle di sostanze tossiche che hanno contribuito a formare i calcoli e a bloccare migliaia di dotti biliari epatici. Liberare i dotti biliari del fegato dai calcoli è una delle procedure più importanti ed efficaci che potete adottare per migliorare e recuperare la vostra salute psicofisica. Con la riapertura dei dotti biliari i circuiti energetici dell’organismo vengono ripristinati e la guarigione può aver luogo a tutti i livelli di corpo, mente e spirito.

LA DIETA PER IL FEGATO

I nutrienti amici del fegato, come Omega 3, la vitamina A, la C e la E, oltre al selenio e al glutatione, si trovano soprattutto nella frutta, nel pesce, nella verdura e nei cereali integrali.
Mele, orzo, carciofi e limone sono i cibi curativi per il fegato.

GUARIRE IL FEGATO CON I FIORI DI BACH

I fiori di Bach sono un rimedio che agisce a livello sottile, iniziando quindi un processo di guarigione su un piano mentale emotivo che cambia il pattern energetico su cui si plasma la materia manifestandosi quindi anche con la guarigione fisica. E’ consigliato prenderli per almeno 2 mesi, 3 volte al giorno 4 gocce sotto la lingua.
CHERRY PLUM: insegna a sviluppare un equilibrio, mantenere l’autocontrollo, controllare gli scoppi d’ira spesso immotivati.
HOLLY: questo fiore ci insegna a lasciare andare tutte le emozioni negative, l’odio, l’invidia, la diffidenza, la collera, ci porta a sviluppare l’amore, la comprensione.
MIMULUS: Edward Bach diceva che era adatto per “paura delle cose del mondo, malattie, dolori, povertà, solitudine”; questo fiore porta al superamento delle paure sviluppando il coraggio, sentimento legato al fegato, porta l’individuo ad adottare un comportamento disinvolto.

IL FEGATO HA LA FORZA PER RIGENERARSI

Nella mitologia greca viene riportato il mito di Prometeo, un titano che in modo ardito rubò il fuoco agli dei per farne dono agli uomini, Zeus accortosi del furto condannò Prometeo ad essere incatenato per l’eternità ad una roccia sulle montagne del Caucaso e dispose che ogni giorno un aquila gigante gli divorasse il fegato. Però ogni notte il suo fegato ricresceva, così che l’aquila potesse divorarlo di nuovo.
Il fegato ha proprietà di rigenerazione, come già si conosceva nell’antichità e dal mito di Prometeo, quindi riesce a riformarsi ed a crescere.

Adesso più che mai abbiamo bisogno di “fegato”, stiamo attraversando momenti bui, fatti di indecisione e fraintendimento. La paura regna sovrana sul nostro pianeta, indecisioni sul nostro futuro sia economico, politico, di stabilità della terra. Diamo forza ed equilibrio al nostro fegato portando in alto il nostro pensiero positivo affinché il buio non sovrasti la nostra vita. Il coraggio dei Titani possa illuminare con il Fuoco della Sapienza la nostra via.

approfondimenti consigliati: 

Cardo Mariano in Polvere
Per decotti e tisane – depura l’organismo dalle scorie
Erbavoglio

Desmodio in Polvere
Per decotti e tisane – per il benessere del fegato
Erbavoglio

Lukas Heidn
La Salute del Fegato
Chiave di una salute globale
Punto d’Incontro

Andreas Moritz
Guarire il Fegato con il Lavaggio Epatico
Il trattamento naturale più efficace per eliminare i calcoli
e ritrovare il benessere attraverso la depurazione
Macro Edizioni

martedì 28 luglio 2015

Informate le donne sui danni della mammografia


Come mai ci sono tante donne con tumori al seno? 
E se la sovradiagnosi è il pericolo reale?
La Mammografia a raggi X è cancerogena! 

Ogni anno milioni di donne si sottopongono alla mammografia a raggi X senza la conoscenza dei reali rischi sulla salute, fidandosi dei medici. Eh, ormai dobbiamo diffidarci dai medici, carnefici, quelli che sperano solo di arricchirsi sulla pelle degli altri, quelli che sono servi dell'industria farmaceutica genocida! brrrrrrrr Mi viene la pelle d'oca solo a pensarci, quanti complici. Ma gente onesta esiste al mondo? 

Nel 2006, un articolo pubblicato sul British Journal of Radiobiologia, dal titolo "Maggiore efficacia biologica dei raggi X a bassa energia e le implicazioni per il programma di screening mammografico nel Regno Unito", ha rivelato che il tipo di radiazione utilizzata nelle radiazioni al seno a base di raggi X è molto più cancerogena di quanto si credesse: 
"Recenti studi radiobiologici hanno fornito prove convincenti che i raggi X a bassa energia come quelli utilizzati nella mammografia sono circa quattro volte - ma forse fino a sei volte - più efficaci nel causare danni mutazionali rispetto ai raggi X ad energia più elevata. Le stime di rischio della radiazione corrente si basano sugli effetti delle radiazioni ad alta energia dei raggi gamma, questo implica che i rischi di tumori al seno indotti da radiazioni di raggi X della mammografia sono sottostimati per lo stesso fattore.

In altre parole, il modello di rischio delle radiazioni usato per determinare se il beneficio delle radiazioni al seno nelle donne asintomatiche supera il danno, sottovaluta il rischio della mammografia di indurre il cancro al seno e altri cancri correlati del 4-600%.
"Stime di rischio per cancro indotto da radiazioni - principalmente derivate dallo studio dei superstiti della bomba atomica (ABS) - si basano sugli effetti dei raggi gamma ad alta energia e quindi, l'implicazione è che il rischio di cancro al seno indotto da radiazioni derivanti da mammografia possono essere superiori a quelli ipotizzati sulla base delle stime di rischi standard."
Questo non è l'unico studio che dimostra che la mammografia a raggi X è più cancerogena delle radiazioni della bomba atomica. C'è anche una vasta quantità di dati sull' aspetto negativo della mammografia a raggi X.
Purtroppo, anche se si utilizza il modello obsoleto di rischio delle radiazioni (che sottovaluta il danno di fatto), * il peso delle prove scientifiche (come determinato dal lavoro di The Cochrane Collaboration) mostra che in realtà radiazioni al seno possono con ogni probabilità non fare alcun bene in chi le subisce.
Nel Cochrane Database Systematic Review 2009 ** noto anche come il Gøtzsche e Cochrane Review di Nielsen, dal titolo "Lo screening per il cancro al seno con la mammografia , "gli autori hanno rivelato le motivazioni statistiche tenui per lo screening al seno di massa:
"Lo screening ha portato al 30% di sovradiagnosi e di trattamento, o un aumento del rischio assoluto del 0,5%. Questo significa che per ogni 2.000 donne invitate allo screening in tutti i 10 anni, una avrà la sua vita prolungata e 10 donne sane, che non sarebbero state diagnosticate se non ci fosse stato lo screening, saranno trattate inutilmente. Inoltre, più di 200 donne sperimenteranno un importante disagio psicologico per molti mesi a causa di risultati falsi positivi. Non è quindi chiaro se lo screening fa più bene che male. 
In questa revisione, la base per la stima del trattamento inutile è stato il 35% di aumento del rischio di un intervento chirurgico tra le donne sottoposte a screening. Molti degli interventi chirurgici, infatti, sono il risultato di donne la cui diagnosi di carcinoma duttale in situ (DCIS) è un "cancro" che non esiste come entità clinicamente rilevante se non fosse per il fatto che è rilevabile tramite mammografia a raggi X. DCIS, nella stragrande maggioranza dei casi, non ha alcuna lesione palpabile o sintomi, e alcuni esperti ritengono che dovrebbe essere completamente riclassificato come una condizione NON-CANCEROSA.
Un altro recente studio pubblicato sul British Medical Journal nel 2011 dal titolo "Possibili danni netti di screening del cancro al seno: modellazione aggiornata della relazione Forrest", non solo ha confermato le risultanze Götzsche e Cochrane Review di Nielsen, ma ha trovato una situazione di rischio peggiore:
Questa analisi supporta l'affermazione che l'introduzione dello screening del cancro al seno potrebbe aver causato un danno netto fino a 10 anni dopo l'inizio dello screening. 

Quindi, se supponiamo che queste recensioni siano corrette, nel migliore dei casi, gli screening indicano che non stanno facendo nulla di buono, e nel peggiore dei casi, causano più male che bene. La questione saliente, però, è: quanto più male che bene? Se si considera che, secondo i dati del Journal of National Cancer Institute (2011), una mammografia utilizza 4 mSv di radiazioni rispetto al 0,02 mSv della radiografia del torace media (che è una radiazione superiore di 200 volte), e poi, teniamo conto anche della maggiore genotossicità /cancerogenicità (4-600 %) associata a specifiche lunghezze d'onda di "bassa energia" utilizzata per la mammografia, è altamente possibile che oltre l'epidemia di over-diagnosi e sovra-trattamento, le mammografie espongano a radiazioni che inducono il tumore all'interno al seno in milioni di donne. 

Con l'avvento delle tecnologie diagnostiche che non emettono radiazioni ionizzanti, come la termografia, è diventato di vitale importanza che i pazienti educhino se stessi per le alternative alla mammografia ai raggi X che già esistono. Fino ad allora, dobbiamo usare il nostro buon senso - e le ricerche come questa - per informarci sulle decisioni da prendere, e per quanto riguarda gli effetti avversi non voluti che le radiazioni provocano, cautelarsi il più possibile.

Tenete a mente che la revisione Cochrane Database è in cima alla "catena alimentare" della verità, nell'altamente sollecitato "modello evidence-based" della medicina convenzionale. Recensioni Cochrane Database sono prodotte dalla Cochrane Collaboration, che è internazionalmente riconosciuta come il punto di riferimento per l'alta qualità, informazioni evidence-based riguardante l'efficacia (o mancanza) di interventi comuni di assistenza sanitaria. L'organizzazione, composta da oltre 28.000 persone impegnate provenienti da oltre 100 paesi, si vanta di essere una fonte "indipendente" di informazioni, e storicamente non ha avuto paura di sottolineare l'influenza corruttrice del settore, che sempre più coopta la ricerca biomedica e le pubblicazioni. 

Le lunghezze d'onda a bassa energia causano rotture dei filamenti doppi all'interno del DNA delle cellule sensibili, che la cellula non può riparare. Nel tempo queste mutazioni danno come risultato una "trasformazione neoplastica"; le radiazioni hanno la capacità di indurre un fenotipo canceroso all'interno delle cellule sane che ha proprietà staminali tumorali alveolari (CSC). 

Troppa Sovradiagnosi per il Tumore del Seno! 
Per una donna salvata dal tumore del seno tre ricevono invece una sovradiagnosi. E' quanto ha scoperto uno studio pubblicato sulla rivista 'Lancet', condotto in Gran Bretagna. Come a dire che gli screening al seno riducono la mortalità per cancro, ma spesso ci sono anche casi di 'diagnosi eccessiva'. Si è visto che nel Regno Unito 4mila donne ogni anno ricevono terapie per forme di malattia non pericolose, proprio per l'eccesso di diagnosi. Per ogni vita salvata, ci sono tre donne 'sovra-diagnosticate', che vengono sottoposte a terapie per tumori non pericolosi.

AD analoghe conclusioni un altro studio dell’aprile 2012 in cui si evidenziava che lo screening mammografico routinario, per quanto da sempre ritenuto uno strumento essenziale per il riconoscimento del tumore del seno in fase precoce, potrebbe essere responsabile di una quota significativa di sovradiagnosi di lesioni in realtà non pericolose. Lo studio era della New Harvard school of public health di Boston (Usa), basato sui dati provenienti dalla Norvegia: la ricerca ha stimato tra il 15% e il 25% i casi di cancro della mammella diagnosticati in eccesso.
«La mammografia potrebbe non essere utile nello screening del tumore del seno in quanto non può distinguere tra forme cancerose progressive o non progressive» afferma Mette Kalager, autore principale. «I radiologi vengono istruiti a cercare le più fini lesioni nel tentativo di riconoscere quanti più tumori possibili ed essere così in grado di curarli, ma questo studio dimostra ulteriormente che questa pratica ha costituito un problema per molte donne, con diagnosi di tumori mammari che non davano sintomi o decessi».
Per questo motivo Kalager ipotizza che le donne dovrebbero essere bene informate non solo sui potenziali benefici della mammografia, ma anche sui suoi possibili effetti negativi, quali stress psicologico, biopsie, chirurgia, chemioterapia od ormonoterapia per malattie che non avrebbero causato sintomi. 


Ventuno domande sulle mammografie: 

1) Si suppone che la mammografia sia basate sulla “scienza”, eppure tutta la scienza recente afferma che esse apportano maggiori danni che benefici; se è così, la Casa Bianca e gli oncologi, in coscienza, come possono trascurare le conclusioni di tipo precauzionale secondo cui le donne sotto i 50 anni non dovrebbero sottoporsi a mammografia?

2) Perché i chirurghi maschi raccomandano la “mastectomia preventiva” al fine di prevenire il cancro al seno ma non raccomandano mai la “castrazione preventiva” per prevenire il cancro ai testicoli?

3) Se le radiazioni provocano il cancro, perché l’industria del cancro usa macchinari che emettono radiazioni per eseguire gli screening?

4) Se le donne smettessero di sottoporsi a mammografie annuali, qual è l’esatto ammontare di profitto che l’industria del cancro perderebbe ogni anno?

5) La vitamina D previene il 77% di tutti i tumori. Perché l’industria del cancro, al termine degli screening, non distribuisce alle donne vitamina D? Se, come si sostiene, lo scopo ultimo è “aiutare le persone…”, tale aiuto non dovrebbe comprendere il più ovvio dei consigli nutrizionali?

6) Se acquistare prodotti di colore rosa aiuta a raccogliere fondi per la ricerca sul cancro, quanta altra roba dobbiamo comprare prima che il cancro sia curato?

7) Domanda correlata: perché molti dei prodotti col nastro rosa venduti per raccogliere soldi da destinare alla “ricerca sul cancro” in realtà sono fatti con materiali cancerogeni?

8) Dove sono tutte le cure per il cancro promesse dai ricercatori decenni fa? Un suggerimento: ci stanno ancora lavorando. Tutto ciò che gli serve è un altro po’ del nostro denaro...

9) Problema da quinta elementare: se camminando per 10 miglia si raccolgono 50 dollari per la fondazione Susan G. Komen e se tutto quel denaro finanzia gli eventi di “reclutamento” per gli screening che costano 1,25 dollari per paziente irradiata, quante miglia dobbiamo percorrere per irradiare il seno a 100mila donne? Domanda di riserva: quanti nuovi pazienti avrà prodotto tra dieci anni questa campagna di irradiazione?

10) Se "la diagnosi precoce salva delle vite" allora perché oggi le donne che muoiono di cancro sono più numerose che in passato?

11) Se le mammografie fanno così bene alle donne, perché chi ha inventato la macchina per le mammografie non ci infila il cranio una volta all’anno a mo’ di screening per il tumore al cervello?

12) Avete mai notato che le macchine per la mammografia che schiacciano i seni delle donne e li inondano di radiazioni sono state inventate da uomini? Ma vi siete mai chiesti perché non ci siano macchinari che schiaccino i testicoli (e il resto dell’armamentario) inondando l’intero pacco di radiazioni, con una procedura che vada sotto il nome di “diagnosi precoce”?

13) Dato che gli oncologi non registrano gli esiti dei pazienti che decidono di non fare nulla in seguito ad una diagnosi di cancro, come possono parlare con autorevolezza del rapporto tra rischi e benefici di violenti trattamenti chimici come la chemioterapia?

14) Negli screening per il cancro, quanti falsi positivi servono per fare un tumore legittimo?

15) Se la chemioterapia funziona così bene, perché nei sondaggi anonimi gli oncologi ammettono quasi universalmente che non si sottoporrebbero mai alla chemioterapia? Perché i famigliari degli oncologi spesso ricercano terapie alternative quando viene loro diagnosticato un cancro?

16) Se ci vogliono dieci anni (o più) affinché un tumore cresca a sufficienza da poter essere individuato, come fanno gli oncologi a chiamarla “diagnosi precoce”? Cos’ha esattamente di precoce?

17) Se la “mastectomia doppia preventiva” è un’idea tanto geniale per prevenire il cancro, perché gli oncologi non si rimuovono a vicenda l’encefalo per prevenire il tumore al cervello? (Però talvolta penso che l’abbiano già fatto...)

18) Quanti addetti dell’industria del cancro si troverebbero istantaneamente disoccupati se il cancro fosse improvvisamente curato con la vitamina D e i fitonutrienti? (Risposta: almeno un milione di persone… il cancro dà sicurezza occupazionale agli addetti dell’industria del cancro...) 

19) Se l’industria del cancro sostiene che la cura per il cancro non esiste, come possono le stesse persone sostenere che la stanno ancora cercando?

20) Se l’industria del cancro trovasse “la cura” che sostiene di cercare, qualcuno pensa onestamente che la darebbe via gratuitamente, solo per il bene dell’umanità? (In realtà, qualsiasi cura sarebbe distrutta il più rapidamente possibile.)

E la più importante di tutte le domande...

21) Perché è così facile imbrogliare i consumatori di servizi sanitari del mondo intero e far sì che credano a questa industria del cancro corrotta e criminale e a tutte le sue fraudolente organizzazioni non a scopo di lucro?

lunedì 27 luglio 2015

Adozioni e famiglia naturale


Argomento delicato, perchè è dominio di etica e morale.
Provo a mettere qui in evidenza un principio che ritengo significativo, ma che purtroppo nel dibattito pubblico di questi giorni resta colpevolmente inosservato.

Le leggi di natura sono affascinanti perchè sono riferimenti assoluti.
Natura sceglie sempre la strada più breve con meno dispendio di energia.
Su questo pianeta e in questa era astronomica un oggetto cade sempre verso il suolo, e non verso il cielo.
Su questo pianeta e in questa era astronomica un bambino nasce il 100% delle volte da un papà e una mamma, non al 99% con qualche eccezione: il 100% delle volte.

Un bambino ha sempre un papà e una mamma alle sue spalle, non è argomento di discussione.
Anche quando fosse concepito "in vitro", c'è sempre un papà donatore e una mamma, o una mamma donatrice e un papà.
Loro sono i "genitori", ovvero coloro che generano, e non ce ne sono altri.

Questo principio, che piaccia o no, è biologico e inviolabile.
Dunque ci sono sempre dei "genitori", e in seguito ci possono essere degli "affidatari", "adottanti", "tutori", "guide" che accompagnano nella crescita il bambino che non ha potuto vivere al fianco di chi lo ha generato.
Usare le parole adeguate è indispensabile, poichè ogni parola ha forte contenuto ipnotico.
"A loro vieni affidato" e "quelli sono i tuoi genitori", e lo saranno sempre.

Per assecondare il flusso naturale della vita, non confondere questi due ruoli è tutto ciò che serve.
Se ci si concede di rispettare questo flusso, tutto fila liscio, perchè natura prende la sua solita strada, quella più semplice e senza ostacoli.
Se si pretende invece di interferire, lo si può fare, ma mettendo in conto che se ne pagherà un prezzo.

Per fare un esempio, una interferenza nella linea biologica si pone quando un affidatario, per esigenza personale, assume una posizione di pretesa (più o meno esplicita) nel sostituire il genitore "quelli non ti hanno voluto, quindi adesso ci sono io": il bambino vive una lacerazione così profonda che potrebbe avere molte difficoltà a perdonarla.
"Dare un genitore" a un bambino che non ce l'ha con una attitudine prevaricante di negazione delle origini, equivale al fatto, nella sua percezione viscerale, che in realtà glielo si sta togliendo.
Il carico di rabbia che il bambino può covare per questa sottrazione è spesso palese.

Quando dare la vita a un bambino, o semplicemente una casa, si configura come un atto utile a colmare un'esigenza egoistica, a rattoppare un bisogno di adulto che si proietta nell'avere un figlio, la situazione è rovinosa e non dipende per nulla dal fatto che la coppia sia omosessuale o eterosessuale, e neanche che sia una coppia.
Qualsiasi attitudine non sorga dalla limpida e naturale disposizione ad accogliere una vita, senza aggiungere altro, è sempre un peso caricato sulle spalle del bambino il quale, per sostenere l'esigenza dell'adulto, rischia di portare per il resto dei suoi giorni un fardello che non gli appartiene.

La battaglia pubblica sulla "famiglia naturale" è una zuffa tra tonti, perchè la procreazione umana è sempre naturale, cioè data dall'unione di due sessi distinti (quandanche sia agevolata dalla tecnologia), e perchè chiunque può essere investito del ruolo di adottante, senza per questo dover meritare il disprezzo di "famiglia innaturale".
La diatriba dovrebbe rimanere piuttosto nei confini in cui è sempre stata, ovvero concentrata sulla capacità che il singolo individuo ha di sapere rispondere alla necessità del minore di vivere in una famiglia che lo accolga, e questo compito di valutazione è il lavoro ordinario degli psicologi.

Invece oggi osserviamo proprio che, nella lite tra progressisti e conservatori, il bambino che si pretende di difendere è del tutto rimosso dal quadro, tirato per il cordone ombelicale da una parte e dall'altra, trasformato in baluardo di contesa nel campo dei diritti sociali.
In effetti, se il dibattito mantenesse separati i ruoli per quello che sono, se fossero adoperate con onestà le parole appropriate, genitori e adottanti, non sarebbero nemmeno concepibili domande irrazionali del tipo "coppie omosessuali possono essere genitori?".

articolo di Mauro Sartorio su: 5lb.maurosartorio.com

La ricchezza dei semi di Chia




Semi di Chia: un concentrato di nutrienti
Dal Centro America (Messico, Guatemala) giunge sino a noi la Salvia Hispanica, conosciuta con il nome di Chia.
Della famiglia delle Laminacee, come la nostra menta, il nome azteco della Chia significa "forza". Nota da tempo presso i popoli centro-americani, è tuttora lì utilizzata sotto forma di semi o di polvere, come nutrimento e bevanda energizzante.
I semi di Chia sono un concentrato di nutrienti utili per il nostro benessere.

Ecco cosa contengono i semi di Chia:
  •  acidi grassi polinsaturi omega 3 e 6 in quantità 8 volte superiore rispetto al salmone;
  •  vitamina C in quantità 7 volte superiore rispetto agli agrumi;
  •  5 volte il calcio contenuto nel latte;
  •  3 volte il ferro contenuto negli spinaci;
  •  15 volte il magnesio contenuto nei broccoli;
  •  il doppio del potassio rispetto alla banana;
  •  4 volte gli antiossidanti contenuti nei mirtilli;
  •  tutti e 18 gli ammioacidi essenziali;
 è ad altro contenuto di lisina, metionina, cisteina.

I semi di Chia sono consigliati…
  • a chi soffre di pressione alta: sono in grado di contribuire alla regolazione della pressione sanguigna;
  • a chi desidera perdere peso: forniscono nutrienti essenziali ma poche calorie;
  • a chi ha la necessita di tenere sotto controllo i livelli del colesterolo nel sangue;
  • agli intolleranti al glutine o celiaci;
  • a diabetici, perché hanno un basso indice glicemico e non contengono zuccheri semplici, né colesterolo;
  • a tutti, in particolare a chi segue una dieta vegetariana e vegana: si sfrutta in particolare l’apporto di calcio.

I semi di Chia non contengono glutine quindi possono essere usati anche dai celiaci. Una ricerca americana ha dimostrato che assumendone 40 grammi al giorno si riducono sensibilmente i valori pressori. I semi di chia agiscono anche nei confronti degli zuccheri, riducendone il contenuto nel sangue e per questo favoriscono il dimagrimento.
A livello sportivo, il contenuto in vitamine, minerali e aminoacidi lo rendono una panacea alimentare. 
Il loro contenuto calorico è di circa 70 calorie per 15 grammi.
semi sono molto piccoli, croccanti e dal sapore neutro, si possono aggiungere al muesli a colazione, oppure alle minestre, alla pasta, al riso, alle insalate, alle verdure, nei succhi e nei frullati.

Per la pulizia dell'intestino
I semi di Chia possiedono la capacità di assorbire un quantitativo di acqua 9 volte superiore al loro peso: tale caratteristica li rende adatti a pulire l’intestino e anche per controllare la fame. Il seme, infatti, assorbendo l’acqua, crea un gel che raccoglie le tossine e le scorie dal nostro intestino e le incorpora nelle feci, portando benefici a chi ha problemi di stitichezza e di colon irritabile.
Mettete un cucchiaio di semi di chia in un bicchiere d'acqua e lasciateli riposare per un'ora. Ne nasce un gel che va consumato in giornata.

domenica 26 luglio 2015

I nostri nonni non erano intolleranti

intolleranze
Sono in allarmante crescita i casi di intolleranze alimentari, la più famosa quella al glutine, presente soprattutto nella farina bianca, che ricordiamo è raffinata e quindi crea gravi danni all’organismo.
Questo tipo di prodotto industriale che non ha quasi più niente di naturale è stato privato di 2 parti fondamentali del seme del grano: La crusca all’esterno ed il germe all’interno (l’embrione).
Una dieta basata principalmente su questo prodotto è la causa principale di malnutrizione, costipazione, stanchezza e numerose malattie croniche.

Se ci pensi bene si tratta di un prodotto abbastanza recente, il pane comune infatti fino a poco tempo fa esisteva esclusivamente in forma integrale.
Solo negli ultimi 50 – 60 anni è stato introdotto il pane bianco, simbolo di un progresso economico e tecnologico che non ha tenuto conto della salute degli esseri umani.
QUEL FRUMENTO RESO NANO…
Negli anni ’50 inoltre il frumento è stato vittima di profonde trasformazioni genetiche da parte dei più grandi agronomi italiani. La ricerca genetica di un frumento che garantisse grosse produzioni e resistentissimo agli eventi esterni ha creato un grano troppo impoverito, quasi completamente privo di sostanze nutritive.
Il professor Luciano Pecchiai, storico fondatore dell’Eubiotica in Italia e attuale primario ematologo emerito all’ospedale Buzzi di Milano, ha avanzato una spiegazione di questa possibile correlazione causa-effetto su cui occorrerebbe produrre indagini scientifiche ed epidemiologiche accurate.
«E’ ben noto che il frumento del passato era ad alto fusto – 
spiega Pecchial – cosicchè facilmente allettava, cioè si piegava verso terra all’azione del vento e della pioggia. Per ovviare a questo inconveniente, in questi ultimi decenni il frumento è stato quindi per così dire “nanizzato” attraverso una modificazione genetica».
Appare fondata l’ipotesi che la modifica genetica di questo frumento sia correlata ad una modificazione della sua proteina e in particolare di una frazione di questa, la gliadina, proteina basica dalla quale per digestione peptica-triptica si ottiene una sostanza chiamata frazione III di Frazer, alla quale è dovuta l’enteropatia infiammatoria e quindi il malassorbimento caratteristico della celiachia.
«E’ evidente – ammette lo stesso Pecchiai – la necessità di dimostrare scientificamente una differenza della composizione aminoacidica della gliadina del frumento nanizzato, geneticamente modificato, rispetto al frumento originario. 
Quando questo fosse dimostrato, sarebbe ovvio eliminare la produzione di questo frumento prima che tutte le future generazioni diventino intolleranti al glutine». 
E non è da escludere che sia proprio questo uno degli scogli più difficili da superare.
In molti sostengono che l’aumento dei casi di celiachia sia una conseguenza del miglioramento delle tecniche diagnostiche, ma la spiegazione non convince, appare eccessivamente semplicistica e riduttiva.
Fatto sta che, anziché cercare spiegazioni sulle cause, cosa che permetterebbe di provvedere poi alla loro rimozione, la ricerca oggi percorre direzioni opposte, ipotizzando e sperimentando ulteriori modificazioni genetiche del frumento stesso per «deglutinare», cioè privare del glutine, ciò che ne è provvisto o «immettere» nel frumento caratteristiche proprie di cereali naturalmente privi di glutine.
LA COLTIVAZIONE DEL GRANO 
DA LABORATORIO IN ITALIA 
Nel 1974, all’insaputa dei più, viene iscritto nel Registro varietale del grano duro il Creso.
Nove anni dopo, la superficie coltivata a Creso in Italia era passata da pochi ettari a oltre il 20% del totale, con 15 milioni di quintali l’anno per un valore, di allora, di circa 600 miliardi di vecchie lire.
Da una pubblicazione del 1984 si ricavò poi che quel grano era stato «inventatoi» e sviluppato presso il centro di studi nucleari della Casaccia (1).
In sostanza, il Creso era il risultato dell’incrocio tra una linea messicana di Cymmit e una linea mutante ottenuta trattando una varietà con raggi X.
Per altre varietà in commercio erano stati utilizzati neutroni termici. In che misura, per esempio, il consumo continuativo di questo frumento può avere influenzato l’organismo di chi lo ha ingerito?
Non si sa, né pare che alcuno voglia scoprirlo. Lo stesso Regge si limitò ad affermare che comunque «lo hanno mangiato tutti con grande gusto».
E se la celiachia fosse il risultato di decenni di ripetuti e differenti interventi sulle varietà di grano che sta alla base della maggior parte del cibo che mangiamo?
Chissà se a qualcuno, prima o poi, verrà voglia di capirlo.
Più prodotti raffinati una persona mangia più insulina deve essere prodotta dall’organismo.
Non è un caso che il diabete sia una delle malattie più diffuse negli ultimi decenni. Ci sono bambini che nascono già diabetici negli Usa a causa degli errori alimentari dei loro genitori e in Italia la percentuale di celiachia e intolleranza al glutine (presente nel frumento) cresce ogni anno del 10 %.
I ratti di laboratorio di solito muoiono in una settimana-dieci giorni, quando sottoposti ad una dieta a farina bianca raffinata.
Il pane, la pasta, di dolci, che mangiavano i nostri nonni un tempo, erano fatti con farine molto meno raffinate di oggi, questa è la differenza tra la loro salute e le nostre intolleranze alimentari.
Con la fase di macinazione sempre più veloce con molini sempre più sofisticati ed efficienti (per ovvie ragioni di concorrenza e competitività) si è arrivati ad avere una farina molto più stressata che ha costretto – per mantenere gli standard di qualità – l’aggiunta del glutine vitale di frumento secco.
Solo in queste considerazioni (modificazione genetica, incroci e tecnica molitoria) si potrebbe fare una stima approssimativa di un aumento del valore proteico del 50-60% passando da un 5-6% al 9-11% di glutine dei grani nazionali ed europei.
Ricordate il detto: “anche l’occhio vuole la sua parte”?
È proprio il caso di dire che oggi l’uomo l’ha preso troppo alla lettera: siamo arrivati al punto che il pane per molti panettieri (e soprattutto per i clienti) deve essere prima di tutto bello gonfio e ben sviluppato. Non sempre però il bello è anche buono e soprattutto sano. Anzi di solito è proprio il contrario.
L’altra considerazione riguarda proprio i molini.
Per soddisfare le richieste hanno cominciato a modificare le farine, miscelandole a vari grani nazionali ed esteri, tipo Manitoba provenienti dall’Australia e dal Canada.
Il grano tipo Manitoba è un grano che ha un alto valore proteico (19% circa) il cui il glutine dovrebbe essere più o meno il 16%, e viene usato per fare delle farine forti per lavorazioni particolarmente lunghe e con molti liquidi.
Qualche anno fa questo tipo di grano ha avuto dei forti aumenti di prezzo, e molti molini hanno cominciato ad aumentare le quantità aggiunte di glutine vitale di frumento secco nelle loro miscele, abbassando così la percentuale di utilizzo di questo grano.
So per certo che alcuni molini arrivano ad aggiungere quantità di glutine intorno al 7-8% e con molta probabilità qualcuno anche di più.
Oltretutto questi molini si trovano poi con un problema: aggiungendo molto glutine vitale la farina diventa rigida e per tanto sono costretti ad aggiungere anche del glutine idrolizzato oppure degli enzimi per renderla più estensibile.
Immaginate un elastico che quando è troppo duro e rigido si spezza prima del dovuto.
Tutto questo è permesso da una legislazione indifferente che non ha imposto alcuna quantità minima o massima di aggiunta di glutine.
La logica conseguenza di quanto detto, è che con tutto il glutine aggiunto alle farine il nostro stomaco sicuramente farà molta più fatica a digerirlo, questo perché il glutine è una gomma.
Ma con l’aumento del glutine nelle farine, chi fornisce gli enzimi per digerire tutta questa gomma?
Non potrebbe questo essere la causa, o un importante co-fattore, delle sempre più numerose intolleranze alimentari?
Che dire poi di tutti gli altri cibi spazzatura industriali?
I cibi elaborati contengono una varietà di coloranti, aromi, conservanti e altri additivi che possono avere un grande impatto.
Insomma…Polli, tacchini, conigli, maiali, vitelli ecc. vengono sempre più allevati intenzionalmente con l’uso di sostanze nocive per la salute umana, ma che hanno effetti sulla incentivazione della produzione di carne negli animali.
I nostri nonni non avevano le allergie alimentari per un motivo molto semplice: mangiavano cibo senza conservanti e non elaborato. Era tutto naturale e non veniva modificato il sapore…Non vi erano derivati di derivati…Ma tutto veniva mangiato secondo la sua naturale forma e caratteristica.
Gli alimenti provenivano dalle aziende agricole e dai mercati, se non dal proprio orto. Allevavano e curavano ciò che mangiavano con estrema dedizione e non con l’occhio del PROFITTO ECONOMICO E DEL RIENTRO FINANZIARIO
I bambini venivano nutriti con il latte materno. In quei giorni, la parola dieta non esisteva: non ci si abbuffava come facciamo oggi e il cibo non causava gonfiore e obesità perché non era elaborato con sostanze chimiche, additivi, stabilizzanti, conservanti, conservanti, aromi e tutto ciò che troviamo oggi negli alimenti.
Le carni provenivano da animali che non erano imbottiti di ormoni. Steroidi o Antibiotici

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